Non soltanto un riconoscimento, ma un racconto collettivo dedicato alle personalità che, attraverso il proprio lavoro, la propria competenza e la propria passione, contribuiscono ogni giorno a costruire il valore di un territorio. È questa l’idea alla base di “Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre”, la kermesse culturale ideata e diretta artisticamente dalla giornalista Ilaria Solazzo, che debutterà il prossimo 25 luglio 2026 alle ore 17 nelle Sale del Seicento di Palazzo Mauri a Spoleto.
Un progetto nato con l’ambizione di mettere al centro non soltanto i risultati raggiunti, ma soprattutto i percorsi umani e professionali che li hanno resi possibili. Perché dietro ogni eccellenza, prima ancora di un traguardo, esiste una storia fatta di sacrifici, studio, intuizioni, coraggio e capacità di trasformare una passione in una missione.
È proprio questo il principio ispiratore del Premio: restituire visibilità a quelle esperienze spesso lontane dai riflettori, ma capaci di rappresentare un patrimonio culturale, economico e sociale per l’Umbria e per l’intero Paese.
Spoleto, la cornice scelta per celebrare il talento
La scelta di Spoleto come sede della prima edizione assume un significato preciso. Città da sempre legata all’arte, alla musica, al teatro e alla cultura, rappresenta il luogo ideale per ospitare una manifestazione che vuole creare un dialogo tra esperienze diverse e valorizzare il rapporto tra persone e territorio.
Le Sale del Seicento di Palazzo Mauri saranno quindi lo scenario di una serata dedicata a ventisei personalità provenienti da ambiti differenti: giornalismo, imprenditoria, arte, ricerca, comunicazione, spettacolo, cultura, professioni e mondo accademico.
Tra i protagonisti figurano la giornalista e vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria Donatella Binaglia, il Cavaliere del Lavoro Olga Urbani, l’imprenditore internazionale Francesco Loreti Urbani, il presidente dell’Università dei Sapori Stefano Lupi, il filosofo e scrittore Simone Fagioli, l’editore Jean Luc Bertoni, l’attore Spartaco Grilli, il presidente del Menotti Art Festival Luca Filipponi, il Maestro Luca Angelosanti, gli architetti Giovanni e Maurizio Tonti, l’avvocato e critico d’arte Italo Tomassoni, il regista Stefano Alleva, l’imprenditrice Chiara Coricelli e Stefano Bongarzone, Direttore Marketing Editoriale di Rai Pubblicità, oltre ad altri nomi rappresentativi del panorama regionale e nazionale.
La conduzione della serata sarà affidata al Maestro Massimo Zamponi, scelto per accompagnare il pubblico attraverso le storie dei premiati con una narrazione capace di unire professionalità, sensibilità ed eleganza.

Un progetto con una forte identità: dal logo alla grafica la firma di una visione familiare
Ogni grande iniziativa nasce anche dalla capacità di costruire un’identità riconoscibile. Nel caso di “Le Onde del Destino”, il logo del Premio porta la firma creativa della stessa Ilaria Solazzo, che ne ha ideato il concept simbolico legato al tema del viaggio, del destino e delle traiettorie personali che conducono alla realizzazione di un percorso.
L’intero progetto grafico della manifestazione è stato invece curato dalla sorella minore Silvia Solazzo, professionista che dal 2010 vive a Roma, chiamata a tradurre visivamente l’anima del Premio attraverso un linguaggio grafico capace di accompagnarne immagine e comunicazione.
Un contributo che unisce competenza professionale e legame familiare, trasformando una visione condivisa in un elemento concreto dell’identità dell’evento.
Ilaria Solazzo: “Volevo raccontare ciò che esiste dietro ogni successo”
Alla base del progetto c’è una convinzione precisa della direttrice artistica: ogni eccellenza non può essere ridotta soltanto al risultato finale.
«Spesso si celebrano i risultati, ma raramente si raccontano i percorsi che conducono a quei risultati – spiega Ilaria Solazzo –. Io volevo partire proprio da lì: dalle storie, dai sacrifici, dalle scelte coraggiose e dalla passione che accompagna ogni autentica eccellenza».
Per Solazzo il Premio vuole essere prima di tutto un luogo d’incontro.
«La cultura non appartiene soltanto ai libri o ai musei: vive nelle persone, nelle imprese, nelle professioni, nell’arte, nella ricerca e in ogni gesto compiuto con responsabilità. Per questo ho scelto personalità provenienti da ambiti diversi, perché tutte raccontano un’Umbria capace di innovare senza perdere la propria identità».
Un ruolo importante nel percorso organizzativo è stato quello delle persone che hanno condiviso la nascita del progetto, in particolare Roberta Testaguzza ed Eleonora Benedetti.
«I progetti più significativi sono sempre il risultato di competenze che si incontrano – racconta Solazzo –. Quando professionalità, amicizia e fiducia procedono nella stessa direzione, il lavoro acquista un significato ancora più profondo».
Il valore delle storie e il messaggio ai giovani
La selezione dei premiati è stata guidata da un criterio che supera il semplice successo professionale.
«Ho cercato l’anima oltre il risultato, il valore umano oltre il successo – sottolinea la direttrice artistica –. L’eccellenza nasce quando valore e valori incontrano la responsabilità e quando il proprio percorso diventa una luce capace di illuminare anche quello degli altri».
Un messaggio rivolto anche alle nuove generazioni:
«I sogni autentici non nascono dalla fretta, ma dalla capacità di coltivare ogni giorno ciò in cui si crede. Il talento è una scintilla, ma sono disciplina, umiltà e forza interiore a trasformarla in una luce capace di illuminare il percorso».
Un Premio che guarda al futuro
“Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre” si presenta dunque come un progetto destinato a crescere nel tempo, con l’obiettivo di diventare un appuntamento capace di raccontare ogni anno il volto migliore dell’Umbria.
Non solo una celebrazione, ma uno spazio di confronto tra mondi diversi: cultura, impresa, arte, ricerca e comunicazione.
Perché il patrimonio più importante di un territorio non è rappresentato soltanto dai suoi monumenti o dai suoi paesaggi, ma dalle persone che ogni giorno, con il proprio impegno, contribuiscono a costruirne il futuro.
E proprio da queste storie nasce il senso più profondo de “Le Onde del Destino”: trasformare il valore individuale in memoria collettiva.
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