La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha effettuato una visita istituzionale a Norcia e nelle sue frazioni, affrontando in una sola giornata i principali nodi aperti del territorio: il percorso di ricostruzione post-sisma, il potenziamento della rete sanitaria territoriale e il dialogo con le comunità benedettine. L’iniziativa si inserisce nel ruolo che Proietti ricopre anche come vice commissario per la ricostruzione dell’Umbria, con l’obiettivo di garantire che nessuna realtà locale rimanga esclusa dai piani attuativi.
Incontri con le comunità monastiche
La giornata ha preso avvio con due tappe di rilievo spirituale e culturale. La presidente ha incontrato separatamente le suore benedettine e i monaci benedettini, interlocutori storici dell’identità nursina. Con le suore, il colloquio si è concentrato sulle tempistiche del decreto relativo al complesso monastico, fornendo rassicurazioni sulle prossime tappe amministrative. Con i monaci, il confronto ha riguardato più in generale il ruolo delle comunità religiose nel processo di rinascita del territorio: custodi della tradizione locale e punto di riferimento umano e spirituale per la popolazione.
La Casa della Comunità di Norcia
Seconda tappa significativa della mattinata, la Casa della Comunità di Norcia, struttura sanitaria inaugurata nei giorni scorsi nell’ambito del rafforzamento della medicina territoriale umbra. Alla presenza della direttrice sanitaria di zona Simona Marchesi, la presidente Proietti ha incontrato il personale medico, infermieristico e amministrativo operativo nella struttura, esprimendo vicinanza istituzionale e augurando buon lavoro allo staff. La visita ha voluto sottolineare l’attenzione della Regione verso i servizi sanitari di prossimità, considerati elemento cardine della ripresa delle comunità colpite dal terremoto.
Castelluccio: la piastra antisismica da 68 milioni
La seconda parte della giornata si è svolta presso la sede dell’Agenzia Forestale Regionale (Afor), dove la presidente e il direttore regionale e coordinatore dell’Usr Umbria Gianluca Fagotti hanno incontrato tecnici e presidenti dei consorzi della frazione di Castelluccio. Al centro del confronto, l’avanzamento di un intervento definito unico al mondo: Castelluccio di Norcia verrà ricostruita su una grande piastra antisismica dotata di isolatori, sulla quale sorgeranno edifici pubblici e privati. L’investimento complessivo ammonta a 68 milioni di euro e rappresenta una delle applicazioni più avanzate delle tecnologie antisismiche applicate alla ricostruzione di un borgo storico.
San Pellegrino: dialogo diretto con i cittadini
La visita si è conclusa nella frazione di San Pellegrino, dove la presidente Proietti e il direttore Fagotti hanno incontrato la popolazione locale insieme ai rappresentanti dell’amministrazione comunale. L’incontro ha avuto carattere partecipativo, con uno spazio dedicato all’ascolto diretto delle istanze dei residenti e a un aggiornamento sullo stato dei progetti di ricostruzione previsti per la frazione.
Ma la realtà è diversa: tanti ancora nelle casette
Una visita, quella della Proietti, che però stride con la realtà. Il borgo di Castelluccio, ma anche le frazioni di Campi e San Pellegrino sono ancora molto lontani dall’essere ricostruiti: “Ci vorranno ancora almeno 10 anni – dice Emanuele Laureti della Filca Cisl Umbria – e comunque molto non tornerà come prima. Della piastra si parla da 6 anni, siamo ancora al punto di partenza. E comunque ricostruire la case non basta: bisogna ricostruire la vita, la socialità. Riportare la gente in queste zone, altrimenti ricostruiremo le casette per nessuno. Dopo 10 anni la situazione è ancora in evoluzione e tutto è provvisorio, c’è gente che vive ancora nelle casette. Questo ha portato e porta ad uno spopolamento. Chi resta a vivere in un posto dove non ci sono prospettive?
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