La presenza femminile nei cantieri dell’Umbria si ferma a un decimo delle maestranze totali impiegate nel settore delle costruzioni. Il dato è emerso durante il convegno “Donne sicure in cantiere”, organizzato dall’Inail a Palazzo Donini, a Perugia, nel corso del 2026, con l’obiettivo di analizzare le condizioni di sicurezza e la rappresentanza delle lavoratrici nell’edilizia regionale. La scarsa presenza femminile in un comparto tradizionalmente maschile alimenta interrogativi sulle barriere strutturali che ancora oggi frenano l’accesso delle donne a questo mercato del lavoro.
A livello nazionale, le statistiche dell’istituto assicurativo registrano 720 casi di infortuni che hanno coinvolto donne nel settore costruzioni nel solo 2024. Un numero che restituisce la dimensione del fenomeno infortunistico in un segmento occupazionale in cui la componente femminile, pur minoritaria, non è immune dai rischi tipici dei cantieri.
Il quadro infortunistico in Umbria
Sul territorio umbro, nel 2024 si sono verificati 17 infortuni che hanno riguardato lavoratrici nel comparto edilizio, dei quali sei classificati come infortuni in itinere, ossia avvenuti durante il tragitto casa-lavoro o viceversa. Nel dettaglio della distribuzione per sottosettore, 6 casi sono stati registrati nel settore costruzione edifici, 2 nel comparto dell’ingegneria civile e 9 nei lavori di costruzione specializzati.
L’analisi storica del quinquennio 2020-2024 evidenzia un totale di 53 infortuni femminili nelle costruzioni in Umbria, un dato che consente di valutare l’andamento del fenomeno nel medio periodo e di orientare le politiche di prevenzione.
Le iniziative presentate al convegno
L’evento perugino ha costituito l’occasione per presentare i lavori selezionati nell’ambito del concorso fotografico “Scatto Donne sicure in cantiere”, iniziativa volta a valorizzare e rendere visibile il contributo delle donne nel mondo dei cantieri attraverso il linguaggio delle immagini.
È stato inoltre illustrato il progetto Agnese — acronimo di Apporto del genere femminile nella sicurezza in edilizia — rivolto agli studenti iscritti ai corsi di laurea magistrale in Ingegneria civile e Edile-Architettura dell’Università degli Studi di Perugia. Il programma punta a sensibilizzare le nuove generazioni di tecnici e professionisti del settore sul tema della sicurezza in ottica di genere.
L’intervento dell’assessora regionale
Tra i relatori del convegno è intervenuta l’assessora regionale Simona Meloni, che ha posto l’accento sulla necessità di costruire condizioni lavorative più inclusive. Meloni ha sottolineato l’importanza del “creare condizioni che tutelino la donna, che magari rinuncia a questo settore perché non trova piena tutela della persona”, evidenziando come la sicurezza sul lavoro rappresenti un prerequisito indispensabile per ampliare la partecipazione femminile nell’edilizia.
La riflessione dell’assessora tocca un nodo strutturale: la sottorappresentazione delle donne nei cantieri non è riconducibile esclusivamente a fattori culturali, ma anche all’assenza di misure di protezione adeguate che rendano il settore realmente accessibile e sicuro per la componente femminile della forza lavoro.
Un settore da rendere più inclusivo
I dati e le iniziative presentati a Perugia convergono verso un obiettivo comune: trasformare l’edilizia in un comparto in grado di attrarre e trattenere lavoratrici qualificate, garantendo standard di sicurezza calibrati anche sulle specificità di genere. La strada tracciata da Inail, istituzioni regionali e mondo accademico passa attraverso la formazione, la ricerca e la promozione di una cultura della prevenzione che non lasci indietro nessuna componente della forza lavoro.
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