“L’8 marzo è un giorno di memoria e responsabilità”. Con queste parole la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha voluto sottolineare il significato della Giornata internazionale della donna, ricordando come la parità di genere rappresenti un principio fondamentale per la democrazia e per la giustizia sociale.
Secondo la governatrice, la parità non può essere considerata soltanto un obiettivo simbolico, ma deve tradursi in possibilità reali per le donne di scegliere, lavorare senza discriminazioni, crescere e vivere senza paura.
“La parità è un criterio di giustizia – ha dichiarato – perché l’uguaglianza si misura nelle opportunità concrete che ogni persona ha nella propria vita quotidiana”. Quando queste possibilità vengono meno, ha aggiunto Proietti, anche la democrazia si indebolisce.
Memoria e responsabilità nella Giornata internazionale della donna
La ricorrenza dell’8 marzo richiama una lunga storia fatta di lotte per l’emancipazione e il riconoscimento dei diritti delle donne. Nel corso del tempo questa giornata è diventata un momento di riflessione internazionale sulle conquiste sociali, economiche e politiche raggiunte, ma anche sulle disuguaglianze che continuano a segnare la vita di molte donne.
Per la presidente della Regione, la giornata rappresenta soprattutto un richiamo alla responsabilità delle istituzioni e della società.
“L’8 marzo deve essere tutti i giorni dell’anno” ha sottolineato Proietti, evidenziando che una società è davvero giusta quando il talento femminile non viene frenato, la maternità non diventa un ostacolo e il lavoro non si trasforma in una rinuncia.
Il contrasto alla violenza e il ruolo delle istituzioni
Nel suo intervento la governatrice ha ricordato anche l’importanza di contrastare ogni forma di violenza e discriminazione contro le donne.
La Regione Umbria ha infatti avviato il progetto “Umbria contro ogni genere di violenza”, un sistema strutturato pensato per prevenire, riconoscere e combattere le diverse forme di violenza di genere.
Parallelamente, all’interno del nuovo piano sanitario regionale, è in corso un lavoro per rafforzare il ruolo dei consultori, considerati presidi fondamentali per l’ascolto, la prevenzione e il supporto alle donne e alle famiglie.
Potenziare questi servizi significa offrire luoghi pubblici di prossimità in grado di intercettare bisogni, accompagnare percorsi di autonomia e garantire tutela e salute.
Il valore del linguaggio pubblico e della cultura del rispetto
Un altro tema centrale riguarda il linguaggio pubblico e il modo in cui le donne vengono rappresentate nella società.
Secondo Proietti, le istituzioni hanno il dovere di utilizzare un linguaggio che riconosca e rispetti il ruolo delle donne, evitando espressioni che possano ridurre o normalizzare stereotipi e discriminazioni.
La responsabilità, però, non riguarda soltanto la politica. Scuola, lavoro, sport e informazione sono luoghi decisivi in cui si formano valori, immaginari e modelli culturali.
È proprio in questi contesti che si costruisce una cultura della libertà e delle pari opportunità, capace di contrastare stereotipi e promuovere percorsi di autonomia.
Il pensiero alle donne nei paesi in guerra
Nel suo messaggio per l’8 marzo la presidente ha rivolto anche un pensiero alle donne che vivono nei paesi colpiti da conflitti armati, dove i diritti fondamentali vengono spesso messi in discussione e le conseguenze della guerra ricadono in modo drammatico sulla popolazione civile.
“L’8 marzo chiede di stare dalla parte della libertà femminile senza ambiguità” ha concluso Proietti, ricordando che il riconoscimento pieno della dignità delle donne rappresenta uno dei pilastri di una società democratica.
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