Una vasta rete di gruppi virtuali legati all’estrema destra è finita al centro di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Brescia, che ha portato a 26 perquisizioni su tutto il territorio nazionale e all’arresto di un 21enne lombardo. L’operazione, condotta dai carabinieri del Ros, ha toccato anche l’Umbria: giovedì mattina, infatti, uno degli indagati è stato individuato in un’abitazione di Umbertide, pur non essendo residente nella cittadina.
L’indagine è scattata alla fine del 2023, dopo che gli investigatori hanno monitorato l’attività social del giovane arrestato, in particolare i suoi profili su TikTok e Telegram. Da lì è emerso un complesso sistema di canali digitali che, secondo gli inquirenti, rappresentavano una vera e propria “galassia virtuale neofascista e suprematista”.
I nomi stessi dei gruppi evidenziavano la natura dei contenuti: “Sangue e suolo”, “Spirito fascista”, “White lives matter Italia”, “Identità europea”, “Casa del fascio” e “Hooligans”. Canali che, come sottolineano gli inquirenti, «diffondevano idee inneggianti alla classificazione della popolazione umana in razze e alla superiorità della razza bianca».
Molti dei contenuti rinvenuti erano di natura xenofoba, antisemita e negazionista, spesso con richiami espliciti a nazismo e fascismo, accompagnati da materiale apologetico della violenza. In alcuni casi, sono stati trovati “inviti a compiere azioni incendiarie” contro esercizi commerciali legati a immigrati in territorio estero, con la promessa di premi in denaro. Altri messaggi incitavano a «partecipare a scontri fisici contro persone nere», mentre numerosi post «negavano la Shoah» o inneggiavano ad atti discriminatori contro la comunità LGBTQ+.
Secondo quanto riferito dagli inquirenti, l’arrestato sarebbe stato tra i soggetti più attivi nella promozione di questi contenuti, tanto da diventare un punto di riferimento per altri simpatizzanti. Il lavoro investigativo ha permesso di ricostruire una rete ampia e ben strutturata, operante prevalentemente online, ma con legami che potrebbero estendersi anche nel mondo reale.
L’operazione giudiziaria, ancora in corso, punta ora a fare piena luce sulla dimensione eversiva di questi gruppi e sul loro reale grado di pericolosità. L’indagine ha coinvolto procure e forze dell’ordine in varie regioni italiane, a dimostrazione della portata nazionale del fenomeno.
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