L’ex assessore regionale Morroni lancia il percorso costituente per un grande centro

Il presidente de L’Officina propone un confronto tra forze centriste e riformiste di schieramenti diversi, senza una nuova formazione politica. Al convegno di Umbriafiere intervengono Romizi, Girlanda, Arcudi e Fiorucci.

Roberto Morroni, ex assessore regionale all’agricoltura e già sindaco di Gualdo Tadino, presidente dell’associazione politico-culturale L’Officina ed ex consigliere e assessore regionale, ha lanciato in Umbria un percorso costituente “per costruire un grande centro in Umbria”. L’annuncio è arrivato nel corso di un’iniziativa al Centro congressi di Umbriafiere, intitolata “Le sfide del nostro tempo – Facciamo centro per conoscere il futuro”. Alla base della proposta c’è la lettura di Morroni sul declino economico e sociale del Paese e della regione. Il confronto ha coinvolto esponenti di partiti e movimenti di schieramenti differenti.

Non un partito, ma un lavoro comune

L’iniziativa non punta alla nascita di un nuovo partito. “Non una nuova formazione politica – è stato spiegato – ma un lavoro comune tra soggetti che oggi operano in organizzazioni e schieramenti differenti”. Nel dibattito sono state indicate due strade, “non necessariamente alternative” nel confronto politico.

La prima è riunire in un unico movimento le forze centriste e riformiste, “perché acquistino capacità di incidere sulle scelte nazionali e regionali”. La seconda riguarda i casi in cui le alleanze elettorali impediscano un’intesa organizzativa: in quella situazione si dovrebbe costruire almeno un dialogo stabile tra le componenti di centro del centrodestra e del centrosinistra. L’obiettivo, è stato detto, è “un’agenda condivisa su questioni concrete, anche senza un simbolo comune”. Su questo punto il convegno ha chiamato i partecipanti a misurarsi.

Le ragioni dell’iniziativa

Morroni ha collegato il progetto “al progressivo declino economico e sociale che, nella sua analisi, riguarda da oltre trent’anni l’Italia e l’Umbria”. Per il presidente dell’Officina, coesione, capacità di comporre gli interessi e dialogo tra culture politiche diverse sono risposte alla polarizzazione e a una comunicazione pubblica che troppo spesso si alimenta di antagonismi.

Nella prospettiva illustrata al convegno, il centro non coincide con la semplice moderazione dei toni. È il luogo in cui la mediazione degli interessi può produrre decisioni e riforme. Morroni ha inoltre richiamato la centralità della persona, contrapposta ai rischi di un capitalismo tecnocratico.

Il confronto “Laboratorio Umbria”

Il dibattito, intitolato “Laboratorio Umbria: la costruzione di un grande Centro è possibile?”, è stato guidato dal giornalista Giuseppe Castellini. Secondo una nota dell’Officina, la prima disponibilità a un confronto oltre i confini delle coalizioni è arrivata da Andrea Romizi, segretario regionale di Forza Italia, consigliere a Palazzo Cesaroni ed ex sindaco di Perugia. Romizi ha rivendicato con decisione la collocazione del partito nel centrodestra, il profilo europeista e il riferimento al liberalismo sociale e al riformismo cattolico. Allo stesso tempo ha guardato con favore a un dialogo aperto e continuativo con le altre realtà centriste, comprese quelle del centrosinistra.

Le posizioni dei partecipanti

L’ipotesi di un grande soggetto unitario non ha raccolto valutazioni identiche. Rocco Girlanda, coordinatore regionale di Noi Moderati, si è mostrato pessimista. Ha attribuito ai meccanismi elettorali e alla polarizzazione degli schieramenti la difficoltà di aggregare le forze di centro, criticando anche le logiche di conservazione dei seggi e delle leadership. Per Girlanda il rischio è che le appartenenze attuali continuino a prevalere su un progetto comune.

Nilo Arcudi, capogruppo di Umbria Civica nel Consiglio regionale, ha descritto il proprio movimento come un’esperienza di civismo riformista e pragmatico, costruita intorno ai problemi concreti di comuni e regione. Vittorio Fiorucci, sindaco di Gubbio e cofondatore di Alleanza civica, ha confermato la disponibilità a confrontarsi con tutte le forze centriste, richiamando la dottrina sociale cristiana e il valore delle comunità locali.

Redazione

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