La ricostruzione post sisma del 2016 in Umbria registra 2.625 cantieri privati conclusi e liquidati su 4.054 avviati, con oltre un miliardo di euro già erogato. I dati sono stati illustrati dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, durante l’iniziativa dedicata allo stato della ricostruzione organizzata ad Arquata del Tronto dalle Anci di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, alla presenza del ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci. A dieci anni dal terremoto che ha colpito il Centro Italia, l’obiettivo indicato dalla presidente è completare il rientro delle famiglie e delle attività produttive, affiancando alla ricostruzione degli edifici una strategia comune per infrastrutture, prevenzione sismica, servizi e sviluppo economico.
Ricostruzione privata in Umbria: oltre un miliardo di euro liquidato
Il quadro della ricostruzione privata mostra un avanzamento significativo, pur con una parte degli interventi ancora da completare.
Secondo i dati presentati dalla Regione, sono 2.625 i cantieri privati conclusi e liquidati, a fronte di 4.054 cantieri avviati. Il rapporto tra lavori terminati e cantieri aperti si attesta quindi intorno al 65%.
Sul piano economico, le richieste di contributo ammontano complessivamente a 2,22 miliardi di euro, mentre i finanziamenti concessi raggiungono 1,64 miliardi. Le somme già liquidate sono pari a 1,09 miliardi di euro.
L’attuazione complessiva delle pratiche di competenza dell’Ufficio speciale per la ricostruzione è arrivata al 92%. Si tratta di un indicatore relativo all’avanzamento amministrativo, che non coincide con la percentuale degli edifici materialmente ricostruiti.
La distinzione è importante per comprendere lo stato effettivo degli interventi: una pratica può aver raggiunto una fase amministrativa avanzata senza che il relativo cantiere sia necessariamente concluso.
Proietti ha richiamato anche la situazione delle persone e delle attività economiche interessate dal terremoto.
“Abbiamo sei cittadini e imprese su dieci – ha sottolineato la presidente della Regione Umbria riepilogando i risultati raggiunti e il lavoro ancora necessario – che sono già rientrati. Certo, ne abbiamo quattro su dieci che devono ancora rientrare nelle loro case e attività produttive”.
Il completamento della ricostruzione resta quindi legato alla possibilità di restituire abitazioni e spazi produttivi a chi non ha ancora potuto riprendere la propria attività o tornare nella propria casa.
Ricostruzione pubblica: 574 interventi finanziati in 63 Comuni
Accanto ai lavori sugli immobili privati procede la ricostruzione del patrimonio pubblico, che comprende edifici e infrastrutture fondamentali per il funzionamento dei territori colpiti.
In Umbria risultano finanziati 574 interventi distribuiti in 63 Comuni, per un valore complessivo di 830,3 milioni di euro.
A queste risorse si aggiungono oltre 153 milioni di euro destinati agli edifici di culto e ai beni culturali, una componente particolarmente rilevante per i centri storici dell’Appennino, dove il patrimonio architettonico costituisce anche un elemento di identità e attrattività territoriale.
Il 97,5% degli interventi pubblici risulta attivato sul piano procedurale, un dato che segnala l’avanzamento delle attività amministrative ma non implica il completamento della stessa percentuale di opere.
Tra i lavori ancora da portare a termine figurano interventi complessi sulle infrastrutture delle frazioni, sui poli scolastici e sulla ricostruzione integrata di Castelluccio, uno dei luoghi simbolo del terremoto del 2016.
La presidente ha ringraziato la Struttura commissariale, gli uffici tecnici regionali e l’Ufficio speciale per la ricostruzione, riconoscendo il lavoro svolto dalle amministrazioni che si sono succedute nella gestione dell’emergenza e della fase successiva.
Ospedali di Norcia e Cascia, la ricostruzione restituisce servizi
Tra i risultati richiamati da Stefania Proietti figurano le riaperture degli ospedali di Norcia e Cascia, considerate particolarmente importanti per la continuità dell’assistenza sanitaria nelle aree interne.
Il recupero delle strutture sanitarie rappresenta un passaggio che va oltre il ripristino materiale degli edifici. Nei territori montani e nei piccoli Comuni, la disponibilità di servizi sanitari accessibili incide direttamente sulla possibilità delle persone di continuare a vivere nella propria comunità.
Gli interventi sugli ospedali collegano quindi la sicurezza antisismica degli immobili al rafforzamento della rete sanitaria territoriale.
Il tema riguarda soprattutto le popolazioni anziane e le famiglie residenti nei centri più distanti dai principali poli urbani, per le quali la presenza di presidi sanitari costituisce un elemento essenziale della qualità della vita.
Infrastrutture, il progetto Tre Valli da circa 500 milioni di euro
Nel suo intervento ad Arquata del Tronto, Proietti ha proposto di superare una visione della ricostruzione limitata ai singoli cantieri, individuando nelle infrastrutture uno degli strumenti per rafforzare i collegamenti tra le quattro regioni interessate dal sisma.
“Noi siamo importanti per tutta l’Italia. Siamo un territorio che unisce il Sud al Nord”, ha affermato la presidente, sottolineando il ruolo strategico dell’Appennino centrale nei collegamenti nazionali.
Tra le opere richiamate figura il collegamento della Tre Valli con l’asse viario nell’area di Acquasparta, un intervento dal valore indicativo di circa 500 milioni di euro.
La proposta dovrà essere affrontata nelle sedi istituzionali competenti, valutandone la funzione non soltanto per la viabilità umbra, ma anche per i collegamenti tra Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria.
L’obiettivo è inserire gli investimenti infrastrutturali in una programmazione interregionale, capace di migliorare l’accessibilità dei territori e sostenere le attività economiche.
Connessioni digitali e giovani, la proposta alle quattro Regioni
Un altro tema centrale riguarda il potenziamento delle infrastrutture digitali nei borghi e nelle aree interne.
Proietti ha proposto al commissario un incontro con le quattro Regioni del sisma per individuare un percorso condiviso dedicato alla connettività, valutando anche il possibile coinvolgimento di Anas per lo sviluppo delle reti lungo le infrastrutture viarie.
“L’infrastruttura digitale può permetterci di diventare competitivi per qualità della vita e per servizi anche con le aree metropolitane”, ha osservato.
La disponibilità di collegamenti digitali adeguati viene considerata una condizione necessaria per favorire l’insediamento di nuove attività, migliorare l’accesso ai servizi e offrire opportunità professionali anche nei centri più piccoli.
Il tema interessa in particolare i giovani che si formano nei territori dell’Appennino centrale e che, in assenza di prospettive lavorative, possono essere costretti a trasferirsi altrove.
Zes e investimenti internazionali per il rilancio dell’Appennino
La strategia illustrata dalla presidente comprende anche misure per favorire l’attrazione di investimenti e il rafforzamento del tessuto produttivo.
Proietti ha richiamato il ruolo della Zes, Zona economica speciale, sottolineandone soprattutto la funzione di semplificazione amministrativa, oltre alle opportunità di sostegno allo sviluppo economico.
La presidente ha inoltre annunciato l’intenzione di organizzare in Umbria un appuntamento dedicato alla presentazione delle opportunità territoriali agli investitori internazionali, da condividere con le Marche nell’ambito del percorso di collaborazione già avviato tra le due Regioni.
Tra gli elementi considerati determinanti per attrarre nuove attività produttive figura proprio la disponibilità di infrastrutture digitali adeguate, insieme a collegamenti efficienti e servizi territoriali.
Il completamento della ricostruzione edilizia viene così collegato alla capacità di creare condizioni favorevoli per nuovi insediamenti economici e per la permanenza della popolazione.
Nel corso dell’incontro, Proietti ha richiamato anche il valore della “leale collaborazione istituzionale” tra Governo, struttura commissariale, Regioni e sindaci, indicando nel coordinamento tra i diversi livelli amministrativi lo strumento per affrontare gli interventi ancora aperti.
Per l’Umbria, il percorso prosegue quindi su due fronti: completare i cantieri e consentire il rientro delle quattro famiglie e attività su dieci ancora fuori dalle rispettive sedi, mentre prende forma una programmazione condivisa con le altre regioni dell’Appennino centrale su viabilità, prevenzione, connettività e investimenti.
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