Turismo in Umbria, 130mila presenze in più nei primi nove mesi del 2026

Arrivi in crescita del 3,1% e pernottamenti del 2,2% rispetto al 2025. Bene il gradimento online, mentre la Regione punta su autunno e mercati esteri per distribuire i flussi durante l’anno

Il turismo umbro continua a crescere anche dopo il record registrato nel 2025. Nei primi nove mesi del 2026 la regione ha registrato circa 130mila pernottamenti in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con gli arrivi aumentati del 3,1% e le presenze del 2,2%.

Il risultato assume particolare rilievo perché arriva dopo un 2025 da record, chiuso dall’Umbria con quasi 8 milioni di presenze complessive.

Il confronto con i primi nove mesi del 2024 evidenzia inoltre una crescita ancora più significativa: in due anni gli arrivi sono aumentati del 12%, mentre i pernottamenti hanno registrato un incremento del 12,5%.

Meloni: «Un dato importante per imprese e territori»

L’assessora regionale al Turismo Simona Meloni considera significativo il risultato raggiunto nei primi nove mesi dell’anno.

La crescita, secondo l’assessorato, conferma la capacità dell’Umbria di mantenere un buon livello di attrattività anche dopo un anno particolarmente positivo.

Nel primo semestre del 2026, secondo il monitoraggio nazionale citato dalla Regione, l’Umbria si è collocata tra i territori più dinamici, con una crescita del 9,7% degli arrivi e del 7,8% delle presenze.

Assisi e le celebrazioni per San Francesco

Uno dei principali elementi di richiamo nella prima parte dell’anno è stato rappresentato dalle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco.

Tra febbraio e marzo, l’ostensione delle spoglie del Santo ha portato ad Assisi oltre 370mila pellegrini in un mese.

Il dato ha confermato la capacità del turismo spirituale di generare flussi anche al di fuori della tradizionale stagione estiva, contribuendo alla distribuzione delle presenze nel corso dell’anno.

Anche la campagna regionale “Vivere l’Umbria è vivere davvero”, con lo spot dedicato all’impiegato Svevo, ha ottenuto un importante riconoscimento, classificandosi seconda nella rassegna delle migliori campagne regionali dell’estate 2026 della Gazzetta del Pubblicitario.

Estate in calo, soprattutto per gli stranieri

Il quadro cambia però considerando esclusivamente il trimestre estivo.

Tra luglio e settembre 2026 l’Umbria ha registrato 995.779 arrivi e 3.062.633 presenze, con una diminuzione rispettivamente del 3,2% e del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.

A sostenere maggiormente i flussi sono stati gli italiani, con arrivi in crescita del 2,1%, mentre le presenze hanno registrato una lieve flessione dell’1%.

Più marcata la riduzione dei flussi internazionali: gli arrivi degli stranieri sono diminuiti del 12,1% e le presenze del 4,9%.

La permanenza media complessiva è invece salita leggermente, arrivando a 3,1 notti.

Caldo e trasporti tra i fattori di rallentamento

Secondo la Regione, diversi fattori hanno contribuito alla frenata estiva.

Le temperature particolarmente elevate hanno modificato le abitudini di viaggio, spingendo alcune famiglie a ridurre la durata delle visite nelle città d’arte o a scegliere destinazioni alternative.

Anche la componente over 60, considerata più sensibile alle ondate di calore, avrebbe modificato le proprie scelte.

A complicare gli spostamenti sono stati inoltre alcuni cantieri stradali e ferroviari. Tra gli interventi citati figurano quelli sul raccordo Perugia-Bettolle e i lavori sulla linea Firenze-Roma, con la sospensione della circolazione ferroviaria tra Chiusi e Orvieto.

La facilità di accesso è particolarmente importante per una regione come l’Umbria, che intercetta sia visitatori provenienti dalle regioni vicine sia turisti internazionali che raggiungono il territorio passando attraverso Roma o Firenze.

L’Umbria piace ai visitatori

Nonostante la flessione estiva, i dati sul gradimento rimangono positivi.

Secondo l’ultimo report Enit, nei primi nove mesi del 2026 l’indice di gradimento online dell’Umbria ha raggiunto 87,7 punti su 100, superando la media italiana di 86,6.

Anche il tasso di saturazione delle strutture rilevato sulle piattaforme di prenotazione online è cresciuto, arrivando al 51%, con un aumento di 6,2 punti percentuali.

La strategia punta sull’autunno

Per la Regione, uno degli obiettivi principali è ora destagionalizzare i flussi turistici.

L’autunno viene considerato particolarmente strategico per l’Umbria, grazie al patrimonio paesaggistico, culturale ed enogastronomico che può essere valorizzato anche al di fuori dei mesi estivi.

Per il mercato italiano è stata quindi rilanciata la campagna promozionale con un nuovo spot dedicato a Svevo, trasmesso su Rai, Mediaset e La7.

L’obiettivo è distribuire maggiormente gli arrivi durante l’anno e sostenere le imprese anche nei periodi tradizionalmente meno intensi.

Stati Uniti primo mercato internazionale

Sul fronte estero, la Regione intende concentrare le attività promozionali sui mercati considerati più strategici.

Tra questi ci sono gli Stati Uniti, che nel secondo trimestre del 2026 si sono confermati il principale mercato internazionale per l’Umbria.

La programmazione tiene conto delle provenienze dei visitatori, delle tendenze della domanda e dei collegamenti aerei, così da individuare i mercati sui quali investire e le esperienze da proporre nei diversi periodi dell’anno.

Ritorno alle fiere internazionali

Un altro elemento della strategia riguarda il ritorno dell’Umbria nelle principali fiere turistiche internazionali.

Dopo anni di presenza discontinua, la Regione sta ricostruendo un calendario di appuntamenti all’estero.

Al World Travel Market di Londra è stato presentato il progetto Steve McCurry Workshop Spirituality, mostra attualmente ospitata dall’Accademia di Belle Arti di Perugia.

La Regione punta a tornare a Londra anche nel 2027 e lavora inoltre alla partecipazione alle fiere di Berlino, Bruxelles e Madrid.

La continuità della presenza internazionale viene considerata essenziale per creare nuove occasioni di incontro tra le imprese umbre e gli operatori esteri e per aumentare la presenza delle esperienze regionali nelle proposte di viaggio.

 

Redazione

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