L’Umbria avvia un nuovo laboratorio dedicato alla trasformazione del welfare territoriale. Il 7 ottobre, al centro congressi di Umbria Fiere di Bastia Umbra, circa 400 persone tra amministratori, operatori e professionisti hanno partecipato a “Genera Umano”, appuntamento che segna l’avvio della Scuola regionale di innovazione e generatività sociale.
Promossa dalla Regione Umbria con il sostegno del Fondo sociale europeo Plus 2021-2027 e realizzata insieme alla Scuola umbra di amministrazione pubblica, l’iniziativa punta a mettere in rete istituzioni, Terzo settore, territori e cittadini. Tra gli obiettivi principali figura la costruzione partecipata del nuovo Piano sociale regionale.
Un laboratorio per il nuovo welfare umbro
La Scuola lavorerà nei prossimi due anni su diversi fronti, partendo dall’analisi dei dati territoriali e dall’individuazione dei bisogni emergenti. Monitoraggio, valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche e programmazione basata sulle evidenze saranno alcuni degli strumenti utilizzati per orientare le scelte regionali.
Il progetto punta inoltre a rafforzare le competenze delle amministrazioni e del Terzo settore, sviluppare l’amministrazione condivisa e favorire una rete stabile tra i soggetti impegnati nelle politiche sociali. Spazio anche alla partecipazione dei giovani attraverso il Servizio civile universale.
Il nuovo Piano sarà elaborato coinvolgendo Comuni, zone sociali, università, professionisti, associazioni e cittadinanza attraverso attività di ascolto e co-progettazione.
“Genera Umano” coinvolge circa 400 partecipanti
La giornata di Bastia Umbra è stata organizzata in tre momenti. “Genera incontro” ha raccolto esigenze e proposte provenienti dal sistema sociale regionale, mentre “Genera confronto” ha ospitato la sessione istituzionale con la presidente della Regione Stefania Proietti, l’assessore al Welfare Fabio Barcaioli e l’amministratore unico della Scuola umbra di amministrazione pubblica Joseph Flagiello.
“Genera energia” è stato invece dedicato al networking e alla nascita di nuove collaborazioni. Ad accompagnare l’evento è stato il performer e scrittore Claudio Morici, incaricato di raccontare idee e prospettive che caratterizzeranno il percorso.
Proietti: integrare politiche sociali e sanitarie
La presidente Proietti ha posto l’accento sulla necessità di collegare maggiormente welfare, salute e sostegno alle persone con disabilità, evitando risposte frammentate nei confronti di chi vive situazioni di fragilità.
«Il nuovo Piano sociale regionale dovrà dialogare strettamente con la programmazione sanitaria», ha spiegato, indicando come obiettivo un sistema più vicino alle persone e capace di sostenere autonomia e partecipazione.
Barcaioli ha invece sottolineato la volontà di riportare le politiche sociali al centro dell’agenda regionale e di costruire il Piano attraverso un confronto orizzontale con i territori. «Regione, Comuni, zone sociali, Terzo settore, università, professionisti, giovani e cittadinanza devono poter partecipare tutti sullo stesso piano», ha dichiarato.
Per Flagiello, infine, la nuova struttura dovrà andare oltre la formazione tradizionale e diventare «un laboratorio permanente di innovazione pubblica», trasformando competenze ed esperienze in soluzioni concrete per i servizi e le comunità.
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