Perugia, aggredisce infermieri del 118 e carabinieri: arrestato 42enne

L’intervento sabato sera in via Settevalli per soccorrere un uomo in stato di ebbrezza. Due sanitari refertati al pronto soccorso, la Procura chiede anche il nulla osta all’espulsione

Carabinieri notte

Un uomo di 42 anni, cittadino marocchino, è stato arrestato dai carabinieri di Perugia dopo l’aggressione a due infermieri del 118 intervenuti per prestargli soccorso. L’episodio si è verificato sabato, intorno alle 21, in via Settevalli, nei pressi del Superconti. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, il 42enne, che si trovava in stato di ebbrezza alcolica, avrebbe colpito un sanitario con un pugno al volto e sputato contro entrambi. Dopo essersi allontanato a piedi, è stato fermato in via Martiri dei Lager. I due infermieri sono stati successivamente refertati al pronto soccorso.

L’intervento del 118 e l’arrivo dei carabinieri

Gli operatori sanitari erano stati inviati sul posto dopo una richiesta di soccorso. Secondo quanto ricostruito, l’uomo li avrebbe aggrediti «senza nessun apparente motivo», per poi allontanarsi.

Raggiunto dai carabinieri, avrebbe cercato di divincolarsi e sputato anche verso i militari, che sono riusciti a evitare gli sputi e a fermarlo.

Il comportamento aggressivo sarebbe proseguito anche una volta arrivato in ospedale. Qui il 42enne avrebbe nuovamente tentato di colpire gli operatori del 118 che lo avevano assistito e, con un calcio, avrebbe danneggiato il pulsante dell’allarme antincendio installato su una parete del pronto soccorso.

L’accusa di resistenza a pubblico ufficiale

La Procura della Repubblica contesta all’indagato, difeso d’ufficio dall’avvocato Maddalena Maccarone, il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Negli atti acquisiti durante il processo per direttissima, celebrato davanti al giudice Nicolò Granocchia, viene contestato al 42enne di essersi opposto «con violenza e minaccia» sia agli operatori del 118 intervenuti per prestargli assistenza sia ai carabinieri impegnati nell’esercizio delle proprie funzioni.

Il capo d’imputazione porta la firma del pm Alessandro Pazzaglia. L’uomo risulta disoccupato e con una richiesta di protezione internazionale.

La Procura chiede il nulla osta all’espulsione

Nella valutazione dell’indagato, il pubblico ministero richiama la presunta «pericolosità sociale», la «personalità allarmante» e la «recidiva contestata», facendo riferimento ad «azioni violente, oltraggiose, continuate e irrefrenabili».

La Procura ha quindi chiesto, oltre all’obbligo quotidiano di presentazione in caserma, anche il nulla osta del giudice per l’espulsione.

 

Redazione

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