Neonata morta a Perugia, dall’autopsia nessun segno di asfissia

La piccola, di appena due settimane, era deceduta nell’abitazione di famiglia a Ponte Felcino. Serviranno gli esami istologici per chiarire definitivamente le cause

Ambulanza

Non sarebbero emersi segni di asfissia né elementi riconducibili a un soffocamento accidentale dalle prime risultanze dell’autopsia sulla neonata di appena due settimane morta la scorsa settimana a Ponte Felcino, a Perugia. L’esame autoptico è stato eseguito lunedì pomeriggio e, allo stato degli accertamenti, l’ipotesi principale resta quella della cosiddetta morte in culla. Per arrivare a conclusioni definitive saranno però necessari ulteriori approfondimenti, compresi gli esami istologici. La relazione dei consulenti è attesa entro 90 giorni.

Nessun segno di soffocamento

L’autopsia non avrebbe evidenziato macro-elementi tali da indicare, al momento, una causa differente. In particolare, non sarebbero state riscontrate tracce di asfissia che possano far pensare a un soffocamento accidentale nel letto dei genitori.

L’esame è stato condotto dalla dottoressa Eleonora Mezzetti, incaricata dalla Procura, insieme al tossicologo Andrea Lazzarini e all’anatomo-patologa Maria Elena Laurenti.

Alle operazioni ha partecipato anche il medico legale Sergio Scalise Pantuso, consulente della famiglia della neonata e nominato dall’avvocato Luigi Costa.

Serviranno gli esami istologici

Le prime indicazioni non permettono ancora di stabilire con certezza cosa abbia provocato il decesso. Gli accertamenti istologici saranno determinanti per chiarire la causa della morte e verificare l’ipotesi attualmente ritenuta principale.

Resta inoltre da approfondire un’altra possibilità: la neonata potrebbe aver avuto una malformazione non diagnosticata. Anche questo scenario non risulta ancora escluso e sarà oggetto degli ulteriori esami richiesti dai consulenti.

Per completare il lavoro e depositare la relazione definitiva sono stati chiesti 90 giorni.

L’inchiesta della Procura

Sul decesso è stata aperta un’inchiesta dalla Procura della Repubblica di Perugia, con un procedimento per omicidio colposo contro ignoti. L’accertamento autoptico dovrà fornire agli inquirenti gli elementi necessari per ricostruire con precisione le cause della morte.

Conclusa l’autopsia, il pubblico ministero titolare del fascicolo potrà procedere con il nulla osta alla restituzione della salma alla famiglia.

In questa fase, dunque, la morte in culla rimane l’ipotesi principale sulla base delle prime risultanze, ma saranno gli approfondimenti medico-legali a fornire un quadro definitivo.

 

Redazione

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