Dimensionamento scolastico, sindacati: recepita la sentenza del Tar ma con troppo ritardo

Le sigle sindacali della scuola denunciano i tempi lunghi dell'Ufficio Scolastico Regionale nell'applicare la decisione del tribunale amministrativo sul dimensionamento degli istituti

Le organizzazioni sindacali regionali UIL Scuola Umbria, FLC CGIL Umbria e CISL Scuola Umbria hanno preso atto del recepimento della sentenza del Tar Umbria n. 246/2026 all’interno del decreto di rettifica pubblicato dall’Ufficio Scolastico Regionale, un passaggio ritenuto formalmente dovuto ma arrivato con un ritardo giudicato inaccettabile alla vigilia del nuovo anno scolastico. Il provvedimento riguarda la riorganizzazione della rete scolastica in Umbria e coinvolge direttamente il percorso avviato all’interno del cosiddetto Tavolo 112.

Secondo quanto riferito dalle segretarie regionali Loretta D’Aprile (UIL Scuola), Moira Rosi (FLC CGIL) e Caterina Corsaro (CISL Scuola), la pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale risale al mese di maggio, mentre il suo recepimento ufficiale è arrivato soltanto ad agosto. Un lasso di tempo che, secondo le sigle sindacali, ha messo in seria difficoltà l’Ufficio Scolastico Regionale stesso, rallentando le operazioni amministrative e organizzative indispensabili per garantire un regolare avvio dell’anno scolastico nelle scuole umbre.

Nel merito, la sentenza ha annullato l’atto adottato dal Commissario ad acta, che aveva modificato in autonomia, senza averne titolo, la delibera regionale sul dimensionamento scolastico. Per i sindacati, quell’intervento aveva scavalcato un percorso costruito attraverso il confronto con il territorio, sviluppato proprio all’interno del Tavolo 112. Proprio per tutelare questo metodo di partecipazione democratica, le organizzazioni sindacali avevano deciso di presentare un ricorso ad adiuvandum insieme al Comune di Città di Castello, sostenendo che qualsiasi decisione sulla rete scolastica regionale debba passare attraverso i canali istituzionali riconosciuti, senza escludere il confronto con chi rappresenta i lavoratori del comparto scuola.

Le stesse sigle ribadiscono una posizione che, spiegano, non è cambiata dal 2022: la contrarietà a ogni processo di dimensionamento della rete scolastica, sia in Umbria sia nel resto del territorio nazionale. Un dissenso che, sottolineano, è stato portato avanti con continuità all’interno del Tavolo 112, nel rispetto delle regole democratiche che, a loro avviso, devono sempre accompagnare il confronto istituzionale, anche quando le posizioni tra le parti restano distanti.

Guardando alle prossime settimane, le organizzazioni sindacali annunciano la ripresa dei lavori del Tavolo 112 a partire da settembre, quando si tornerà a discutere della riorganizzazione degli istituti scolastici umbri. L’obiettivo dichiarato è affrontare il tema senza il vincolo dei tagli lineari e al di fuori di uno scontro politico che, secondo le sigle firmatarie, non dovrebbe ricadere sulle scuole e su chi le vive quotidianamente, tra personale docente, non docente e famiglie.

Il caso della Umbria si inserisce in un tema più ampio che riguarda diverse regioni italiane, dove il dimensionamento scolastico resta un nodo controverso tra esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica e richieste di mantenimento dei plessi sul territorio, soprattutto nelle aree interne e montane più esposte allo spopolamento.

Redazione

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