La Regione Umbria ha approvato il Piano regionale integrato per la non autosufficienza 2025-2027 (Prina), lo strumento che guiderà nei prossimi anni le politiche dedicate alle persone con disabilità, agli anziani non autosufficienti, ai caregiver e alle loro famiglie. L’approvazione è stata commentata dai consiglieri regionali Luca Simonetti (M5S) e Maria Grazia Proietti (Pd), che hanno evidenziato il cambio di impostazione del sistema di welfare regionale, orientato alla persona e alla costruzione di percorsi individualizzati.
“Non è soltanto un piano sociale. È un nuovo modo di intendere il welfare, che mette finalmente al centro la persona, la sua autonomia e il diritto a costruire il proprio progetto di vita”, hanno dichiarato i due consiglieri, sottolineando come il Prina rappresenti un passaggio verso un modello meno frammentato e maggiormente integrato.
Il nuovo piano nasce con l’obiettivo di superare una gestione basata esclusivamente su interventi assistenziali e contributi economici, introducendo un approccio fondato su autodeterminazione, inclusione e partecipazione attiva delle persone coinvolte.
“Con il Prina compiamo un cambio di paradigma. Superiamo – spiegano Simonetti e Proietti – una visione esclusivamente assistenzialistica, fondata su prestazioni frammentate e contributi economici, per costruire un sistema che mette al centro la persona, i suoi bisogni, la sua autodeterminazione e il suo progetto di vita, in piena attuazione del decreto legislativo 62 del 2024”.
Il Piano regionale integrato per la non autosufficienza non rappresenta un intervento isolato, ma il risultato di un percorso collegato alla riforma nazionale sulla disabilità e sull’invecchiamento. La definizione dello strumento è stata accompagnata da un confronto con associazioni, organizzazioni sindacali, Terzo Settore, aziende sanitarie e istituzioni locali, con l’obiettivo di costruire politiche condivise e aderenti ai bisogni del territorio.
Secondo Simonetti e Proietti, il confronto con i soggetti coinvolti dovrà proseguire anche durante la fase di attuazione del piano, attraverso un monitoraggio costante degli interventi e una verifica dei risultati raggiunti.
Sul fronte delle risorse economiche, i consiglieri hanno evidenziato l’incremento dei finanziamenti nazionali destinati all’Umbria. “È giusto riconoscere lo sforzo compiuto dal Governo nazionale, che ha incrementato di oltre 11 milioni di euro le risorse del Fondo nazionale per la non autosufficienza destinate all’Umbria rispetto alla precedente programmazione”, hanno spiegato.
Parallelamente, viene sottolineato il ruolo della Regione Umbria che, negli anni precedenti, ha garantito la continuità dei servizi attraverso risorse proprie, in attesa della definizione del nuovo quadro nazionale.
Con il Prina, la Regione prevede ora un ulteriore investimento attraverso circa 33 milioni di euro provenienti dal bilancio regionale e dal Fondo sociale europeo Plus, destinati al rafforzamento della domiciliarità, al sostegno della vita indipendente, alla valorizzazione del ruolo dei caregiver e alla piena applicazione del progetto di vita.
Tra gli elementi principali del nuovo piano figura proprio il rafforzamento dei servizi a domicilio, con l’obiettivo di consentire alle persone non autosufficienti di mantenere, quando possibile, la propria autonomia e il proprio legame con il contesto familiare e sociale.
“Questo Piano non nasce in poche settimane e non rappresenta un atto isolato. È il risultato di un percorso avviato con la riforma nazionale della disabilità e dell’invecchiamento”, hanno dichiarato i consiglieri, evidenziando il valore del percorso partecipativo seguito nella costruzione del documento.
Il Prina prevede inoltre un sistema di monitoraggio e valutazione degli interventi, pensato per verificare l’efficacia delle azioni finanziate e garantire una distribuzione omogenea dei servizi sul territorio regionale.
Secondo quanto evidenziato dai consiglieri di maggioranza, le risorse pubbliche dovranno tradursi non soltanto in trasferimenti economici, ma in diritti concreti, servizi accessibili e miglioramento della qualità della vita per le persone con disabilità, gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie.
“Continueremo – concludono Luca Simonetti e Maria Grazia Proietti – a seguire l’attuazione del Piano con lo stesso spirito con cui è stato costruito: responsabilità, ascolto e confronto. Perché il valore di una riforma non si misura dagli annunci, ma dalla capacità di migliorare concretamente la vita delle persone”.
L’attuazione del Prina rappresenterà quindi la fase decisiva per trasformare gli obiettivi programmati in servizi effettivi, attraverso un modello di welfare regionale basato su presa in carico personalizzata, sostegno alla fragilità e centralità della persona.
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