Desertificazione bancaria in Umbria: chiusi 83 sportelli dal 2020

Il rapporto Uilca evidenzia la riduzione delle filiali e l’impatto su territori, imprese e persone: servono strategie e osservatori regionali

La desertificazione bancaria in Umbria aumenta le difficoltà per cittadini e imprese. Secondo il terzo rapporto Uilca “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025”, il 90% degli umbri si dichiara insoddisfatto per la riduzione o la chiusura delle filiali bancarie nel proprio territorio. Dal 2020 al 2025 i comuni serviti da banche sono diminuiti del 21,3%, mentre gli sportelli sono passati da 392 a 309.

In cinque anni chiusi 83 sportelli

I dati Uilca fotografano una progressiva riduzione della presenza bancaria sul territorio regionale.

Dal 2020 al 2025 i comuni umbri con servizi bancari sono scesi da 75 a 59.

Nello stesso periodo le filiali sono diminuite del 21,2%, con una media di 1,4 sportelli chiusi ogni mese.

Attualmente sono 51.741 le persone residenti in comuni privi di sportelli bancari.

Impatti su cittadini e territori

Secondo il rapporto, la presenza del solo bancomat non è sufficiente a sostituire il rapporto diretto con la banca.

La desertificazione bancaria viene collegata anche ad altri fenomeni: per sei persone su dieci incide sullo spopolamento dei territori, mentre per otto su dieci rappresenta un fattore di marginalizzazione.

Il rapporto evidenzia inoltre possibili effetti sul rischio di truffe online e usura.

Furlan: “Serve una strategia di lungo periodo”

Il segretario generale Uilca Fulvio Furlan sottolinea la necessità di affrontare il fenomeno con strumenti strutturali.

Secondo Furlan, la chiusura degli sportelli produce conseguenze sociali ed economiche, coinvolgendo anziani, famiglie e piccoli imprenditori.

La Uilca propone la creazione di Osservatori Regionali con il coinvolgimento di istituzioni, sindacati, Abi e banche, per monitorare il fenomeno e intervenire prima di nuove chiusure.

L’appello della Uilca Umbria

Il segretario generale Uilca Umbria Mauro Sergnese e la segreteria regionale definiscono i dati del rapporto preoccupanti per il territorio.

L’organizzazione chiede un confronto con istituzioni, Abi e associazioni locali per individuare soluzioni capaci di contrastare il progressivo impoverimento dei servizi bancari.

Redazione

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