Ex Cementir, Filca e Cisl: “Istituzioni silenti, solo promesse e niente fatti”

Manzotti e Petrini denunciano il silenzio dell'amministrazione comunale sulla riqualificazione dello stabilimento e chiedono un incontro urgente sulla concessione della cava

A quattro anni dalla chiusura dello stabilimento Cementir di Spoleto, riconducibile al gruppo Colacem, Cisl Umbria e Filca Cisl Umbria tornano a denunciare pubblicamente l’assenza di risposte concrete da parte del Comune sulla riqualificazione dell’area e sul futuro occupazionale degli ex dipendenti. A intervenire sono i segretari generali regionali Angelo Manzotti (Cisl Umbria) ed Emanuele Petrini (Filca Cisl Umbria), che riportano al centro del dibattito una vicenda rimasta, a loro dire, senza soluzione sin dal rinnovo della concessione della cava deciso dal Comune di Spoleto.

Il nodo della questione risale al maggio 2022, quando il sindaco e l’assessore con delega alle cave avevano assicurato pubblicamente che, a pochi mesi dalla chiusura del sito e dal rinnovo della concessione, sarebbe partito un progetto di riqualificazione dell’area. «Quattro anni dopo riscontriamo che quegli impegni sono rimasti lettera morta, dimostrando la scarsa serietà di promesse fatte unicamente per prendere tempo e giustificare gli errori commessi», dichiarano Manzotti e Petrini, che parlano apertamente di «una politica di facciata e inaffidabile, fatta di false speranze per gli ex lavoratori rimasti fuori dal ciclo produttivo». I due segretari richiamano alla memoria «le sfilate dei politici durante il percorso che ha portato alla chiusura dello stabilimento, accompagnate da slogan e promesse a oggi mai mantenute».

Secondo Cisl e Filca Cisl, i comunicati stampa diffusi dall’amministrazione comunale che parlano di progetti e sviluppo si sarebbero tradotti finora soltanto in dichiarazioni di intenti. I sindacati sottolineano come l’unica vera opportunità concreta emersa in questi anni fosse un progetto di riqualificazione presentato direttamente al Comune di Spoleto, e in particolare al sindaco Sisti e all’assessore Protasi. Il piano prevedeva un investimento rilevante per riconvertire l’area della cava e dello stabilimento, con l’obiettivo dichiarato di rilanciare l’occupazione locale attraverso il reintegro immediato di circa 50-60 lavoratori, oltre alla salvaguardia dell’indotto, a partire dai trasportatori, descritti dai segretari come ridotti «in condizioni drammatiche a causa della chiusura».

A fronte di questo investimento, l’unica condizione posta dal soggetto interessato era l’ottenimento della concessione della cava in scadenza. Una richiesta che, secondo la ricostruzione di Manzotti e Petrini, non ha trovato accoglimento: l’amministrazione comunale avrebbe infatti scelto di concedere una proroga limitata alla sola escavazione, proseguendo con le modalità già in vigore e lasciando fuori dal perimetro delle decisioni lo sviluppo industriale, l’occupazione e la rigenerazione dello stabilimento.

Sul significato di questa scelta, i due sindacalisti non si sbilanciano in giudizi definitivi, ma rivendicano il diritto dei cittadini a conoscerne le ragioni: «Lasciamo ai cittadini il compito di interrogarsi sulle ragioni di queste scelte, ma pretendiamo risposte chiare, ritenendo doveroso che chi amministra rappresenti i cittadini tutelando il lavoro e la produzione del territorio», affermano Manzotti e Petrini, ribadendo che il compito di chi governa un territorio è quello di tutelarne il lavoro e la produzione.

I due segretari denunciano inoltre un clima di insabbiamento attorno alla vicenda, sostenendo che la battaglia sindacale portata avanti in questi anni «con serietà e determinazione» abbia spesso subito tentativi di essere fatta passare sottotraccia. Nonostante ciò, ribadiscono l’intenzione di proseguire: «Nonostante questo, la nostra responsabilità e la nostra coscienza ci impongono di andare avanti per fare piena luce su questa vicenda», concludono.

Sulla base di queste considerazioni, Cisl Umbria e Filca Cisl Umbria chiedono formalmente all’amministrazione comunale di Spoleto un incontro urgente, con l’obiettivo di ottenere chiarimenti definitivi sulla posizione che il Comune intende assumere in merito al futuro della cava Cementir e dell’area industriale collegata.

Redazione

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