Isola Maggiore, Lega critica dragaggi: “Si riscarica tutto nel Lago”

Il capogruppo della Lega Umbria in Regione Melasecche contesta la gestione degli interventi sul lago e chiede opere strutturali per navigabilità e turismo

I dragaggi avviati nei pressi del molo di Isola Maggiore sul Lago Trasimeno diventano oggetto di critica politica da parte del capogruppo della Lega Umbria Enrico Melasecche, che contesta le modalità dell’intervento e chiede una programmazione più ampia per la manutenzione del bacino lacustre. Secondo Melasecche, il materiale rimosso dal fondale verrebbe semplicemente spostato in un’altra area del lago, con il rischio che possa tornare nella zona interessata dai lavori a causa di correnti e moto ondoso. Al centro del dibattito ci sono la navigabilità del Trasimeno, la tutela del territorio e le esigenze degli operatori turistici.

Fare e disfare è tutto un lavorare e al Trasimeno ne abbiamo avuto l’ennesima plastica dimostrazione”, afferma Melasecche, commentando l’avvio delle operazioni di dragaggio vicino al molo di Isola Maggiore.

Secondo il capogruppo della Lega Umbria, l’intervento rischierebbe di non risolvere in maniera definitiva il problema dei sedimenti presenti nel lago. La critica riguarda in particolare la scelta di depositare il materiale prelevato dal fondale in un’altra zona dello stesso bacino, invece di procedere con una rimozione strutturale.

Sono iniziati i dragaggi nei pressi del molo di Isola Maggiore, peccato però che il materiale dragato venga semplicemente prelevato dal fondale e scaricato poche centinaia di metri più in là, sempre all’interno del lago”, sostiene Melasecche, evidenziando il possibile rischio di un ritorno dei fanghi nelle aree già interessate dagli interventi.

Il consigliere regionale sottolinea come una soluzione temporanea possa comportare la necessità di nuovi lavori nel breve periodo, con un ulteriore impiego di risorse pubbliche. “È difficile spiegare ai cittadini e agli operatori economici perché si spendano risorse pubbliche per un intervento che rischia di dover essere ripetuto a breve, senza risolvere definitivamente il problema”, dichiara.

Per Melasecche il tema dei dragaggi si inserisce in una gestione più generale del Lago Trasimeno, che secondo la Lega sarebbe caratterizzata da interventi realizzati in condizioni di emergenza invece che attraverso una pianificazione programmata.

Il Trasimeno continua ad essere gestito nell’emergenza: si interviene quando la situazione è ormai compromessa, anziché programmare per tempo manutenzioni, dragaggi, ripristino delle darsene e tutte quelle opere necessarie a garantire una navigazione regolare durante tutta la stagione turistica”, afferma.

Secondo il capogruppo della Lega, le difficoltà del lago hanno conseguenze dirette anche sul comparto economico locale, coinvolgendo ristoratori, albergatori, commercianti e residenti che dipendono dalla qualità e dalla fruibilità del territorio.

Nel mirino dell’esponente leghista finisce anche la strategia illustrata dall’assessore regionale Simona Meloni, accusata di non trovare riscontro nelle azioni concrete. “Se il risultato è quello di spostare il fango da una parte all’altra del lago, siamo ben lontani da quella strategia strutturale che il Trasimeno merita”, sostiene Melasecche.

La richiesta avanzata dalla Lega riguarda un piano complessivo con tempi certi e interventi permanenti di manutenzione, in grado di affrontare le criticità legate al livello delle acque, alla navigazione e alla conservazione del bacino.

Tra le opere indicate come necessarie vengono citati il ripristino della navigabilità, il mantenimento delle darsene e il completamento degli interventi collegati all’arrivo dell’acqua da Montedoglio, considerato uno degli elementi strategici per il futuro del lago.

Servono interventi definitivi, cronoprogrammi con tempi certi e la piena attuazione delle opere indispensabili per riportare il livello del lago e la navigabilità in condizioni normali”, afferma il capogruppo della Lega Umbria.

Secondo Melasecche, il Trasimeno rappresenta un patrimonio fondamentale per l’Umbria e necessita di una gestione capace di superare la logica delle emergenze. “Le promesse non fanno navigare i traghetti, né aiutano le imprese che vivono di turismo”, conclude.

La posizione della Lega punta quindi a sollecitare una revisione delle modalità di intervento sul lago, chiedendo una strategia di lungo periodo per garantire maggiore efficienza nella manutenzione e nella valorizzazione del territorio.

Redazione

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