Nuovo fronte di tensione istituzionale sul dimensionamento scolastico a Città di Castello, dopo la decisione del Governo di non dare esecuzione alla sentenza del Tar dell’Umbria che aveva sospeso il provvedimento ministeriale. La vicenda, che riguarda l’organizzazione della rete scolastica regionale, sta alimentando forti polemiche politiche e preoccupazioni nel mondo della scuola.
A intervenire è l’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli, che parla di una situazione di crescente incertezza per studenti, famiglie e personale scolastico a ridosso dell’avvio del nuovo anno. “Le scuole hanno bisogno di certezze, non di continui cambi di rotta”, ha dichiarato, sottolineando come il quadro attuale rischi di compromettere la programmazione degli istituti.
Secondo l’assessore, il nodo centrale riguarda la mancata esecuzione della decisione del tribunale amministrativo: “Le sentenze si invocano quando fanno comodo e si aggirano quando ostacolano una decisione politica”, ha affermato Barcaioli, parlando di un metodo di governo che respingerebbe con forza. Nel suo intervento viene richiamata anche la complessità del provvedimento, definito come un dimensionamento “costruito su una scuola che il Ministero ha demolito senza averla ricostruita”.
La Regione sostiene che il sistema scolastico regionale si trovi ora in una fase di forte instabilità, aggravata dalla sovrapposizione tra atti amministrativi, contenziosi e scelte ministeriali. “Il risultato è un sistema scolastico lasciato nell’incertezza in un momento cruciale”, ha aggiunto Barcaioli, evidenziando come le procedure per il nuovo anno siano già in corso.
Nel dettaglio, la vicenda riguarda il piano di riorganizzazione delle autonomie scolastiche e la definizione delle dirigenze, con effetti diretti sull’assetto degli istituti del territorio. Secondo la posizione della Regione, il mancato allineamento tra sentenza e atti amministrativi starebbe generando una situazione di incertezza operativa.
Per affrontare il tema, l’assessore ha annunciato la convocazione del Tavolo 112, previsto per il giorno successivo, con il coinvolgimento di tutti gli attori del sistema scolastico. L’obiettivo dichiarato è individuare misure in grado di garantire stabilità e continuità organizzativa alle scuole umbre.
Tra le ipotesi avanzate dalla Regione figura quella di sospendere l’applicazione del piano oggetto del contenzioso e mantenere invariato l’attuale assetto delle 131 dirigenze scolastiche, rinviando eventuali modifiche all’esito definitivo della vicenda giudiziaria. Una soluzione che, secondo Barcaioli, rappresenterebbe una scelta di “buon senso” per evitare ulteriori disagi.
Il confronto istituzionale si inserisce in un contesto più ampio di tensione tra Regione e Ministero, con accuse reciproche sulla gestione del processo di dimensionamento e sulle ricadute organizzative per il sistema scolastico locale.
“Questo accanimento nei confronti dell’Umbria è sempre più difficile da comprendere”, ha concluso l’assessore, ribadendo l’impegno della Regione a tutela della comunità scolastica e chiedendo al Governo maggiore chiarezza e rispetto per la situazione delle scuole umbre.
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