Si conclude con un messaggio chiaro il primo ciclo di flash mob promosso nelle stazioni di Terni, Spoleto e Orte dall’Associazione Io Sono Una Persona Per Bene che ha visto protagonisti comitati dei pendolari e cittadini impegnati nella difesa del diritto alla mobilità.
Le tre iniziative hanno consentito di portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni le difficoltà che ogni giorno migliaia di persone affrontano per raggiungere il luogo di lavoro, di studio o i servizi essenziali: ritardi, soppressioni, coincidenze mancate, riduzione dell’affidabilità del servizio e tempi di percorrenza sempre più difficili da conciliare con la vita quotidiana.
Ma dai tre appuntamenti è emerso anche un elemento nuovo: la consapevolezza che le singole vertenze territoriali debbano oggi trovare una sintesi comune e una rappresentanza più forte e coordinata.
«Con i flash mob di Terni, Orte e Spoleto abbiamo voluto portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni le esigenze reali dei pendolari», dichiara Sauro Pellerucci, presidente dell’Associazione Io Sono Una Persona Per Bene. «Si tratta di un percorso che non nasce dalla protesta fine a se stessa ma dalla volontà di costruire consapevolezza e confronto. Per questo, ancora prima delle iniziative nelle stazioni, negli scorsi mesi abbiamo promosso al PalaSì! momenti pubblici di dialogo e approfondimento dedicati alla Linea Lenta Unitaria, coinvolgendo cittadini, associazioni, istituzioni ed esperti. Crediamo che il confronto civile e partecipato sia il presupposto indispensabile per individuare soluzioni concrete».
Per questo motivo i promotori dei flash mob avvieranno nelle prossime settimane un percorso finalizzato alla costruzione di una piattaforma comune aperta a tutti i comitati dei pendolari, alle associazioni civiche, alle organizzazioni sociali e agli amministratori locali interessati al tema della mobilità ferroviaria e del trasporto pubblico.
L’obiettivo è definire una visione condivisa capace di affrontare le grandi trasformazioni che attendono il sistema ferroviario del Centro Italia. A partire dalle questioni più urgenti: i possibili effetti della recente delibera dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, l’annunciato ingresso di nuovi vettori nel mercato dell’Alta Velocità e la programmazione dei lavori infrastrutturali che interesseranno nei prossimi anni numerose linee utilizzate quotidianamente dai pendolari.
Si tratta di processi che possono rappresentare opportunità di sviluppo e modernizzazione del sistema ferroviario nazionale, ma che non possono tradursi in una riduzione dell’offerta o della qualità dei servizi destinati ai cittadini che ogni giorno utilizzano il treno per lavoro e studio.
La posizione che emerge dai territori è chiara: le esigenze del mercato, della concorrenza e dell’espansione dell’Alta Velocità devono trovare un punto di equilibrio con la tutela del servizio universale e con il diritto alla mobilità delle comunità locali.
«Dai territori emerge una richiesta molto chiara», prosegue Pellerucci. «Lo sviluppo dell’Alta Velocità non può avvenire a discapito dei servizi utilizzati quotidianamente dai pendolari. È necessario trovare un equilibrio tra gli investimenti infrastrutturali, la capacità della rete e il diritto dei cittadini a disporre di collegamenti affidabili, puntuali e accessibili. La mobilità non è un privilegio ma una condizione essenziale per lavorare, studiare e vivere pienamente il proprio territorio».
Non è accettabile che l’aumento dei servizi più redditizi avvenga a scapito dei collegamenti regionali e interregionali, né che i lavori infrastrutturali necessari alla modernizzazione della rete producano un peggioramento permanente delle condizioni di viaggio dei pendolari.
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