Perugia si prepara a celebrare la solennità del Corpus Domini con una novità che richiama le origini della ricorrenza. Quest’anno, infatti, la celebrazione cittadina si svolgerà giovedì 4 giugno alle ore 20.30 nella cattedrale di San Lorenzo, dove l’arcivescovo Ivan Maffeis presiederà la celebrazione eucaristica. Al termine della messa prenderà il via la tradizionale processione che attraverserà le vie del centro storico fino alla basilica di San Domenico.
La scelta segna un ritorno alla celebrazione nel giorno tradizionalmente legato alla festa del Corpus Domini. Negli ultimi anni, infatti, la solennità veniva celebrata la mattina della seconda domenica dopo la Pentecoste, che nel 2025 ricorre il 7 giugno, una prassi che continuerà comunque nelle parrocchie dell’arcidiocesi e che è ormai diffusa in numerose realtà ecclesiali italiane.
A spiegare le motivazioni della decisione è il direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, don Francesco Verzini, che invita a leggere questa scelta soprattutto dal punto di vista spirituale e simbolico. “La scelta del giovedì sera va letta in una prospettiva simbolica, più che organizzativa. È, infatti, il giorno che rimanda all’istituzione della Eucaristia durante l’Ultima Cena”.
La ricorrenza del Corpus Domini rappresenta una delle celebrazioni più importanti della tradizione cattolica, dedicata alla presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Don Verzini ricorda come questa festa abbia radici profonde nella storia della Chiesa e del territorio umbro. “Proprio per valorizzare questo ministero in modo specifico, al di fuori del contesto del Triduo Pasquale, nasce nel Medioevo la solennità del Corpus Domini”, spiega il liturgista.
La sua istituzione è strettamente collegata al celebre miracolo eucaristico di Bolsena e alla figura di Papa Urbano IV, che promulgò la festa l’11 agosto 1264. Un legame particolarmente significativo per l’Umbria e per Perugia, considerando che il pontefice morì a Deruta il 2 ottobre dello stesso anno e fu successivamente sepolto nella cattedrale del capoluogo umbro.
Secondo don Verzini, il ritorno alla celebrazione del giovedì si inserisce pienamente nella tradizione della Chiesa. “La scelta di tornare a celebrare di giovedì questa solennità si inserisce in una tradizione legittima e, al tempo stesso, significativa, in sintonia con quanto avviene anche in altre diocesi e nella stessa basilica vaticana di San Pietro”.
Uno dei momenti più attesi sarà, come da tradizione, la processione del Santissimo Sacramento attraverso le vie cittadine. Nel corso dei secoli questa manifestazione religiosa si è arricchita di numerose espressioni popolari, diventando una delle celebrazioni più partecipate e sentite dalla comunità, anche grazie alle tradizionali infiorate che accompagnano il percorso in molte località.
Per la Chiesa, il significato della processione va oltre l’aspetto cerimoniale. Si tratta infatti di una testimonianza pubblica della fede che porta simbolicamente Cristo tra le persone e nei luoghi della vita quotidiana. Una fede non vissuta esclusivamente all’interno delle chiese, ma “in uscita”, portando Cristo nelle vie della città e “incontrando credenti, indifferenti e curiosi, come testimonianza che il Signore continua a camminare con il suo popolo”, conclude don Francesco Verzini.
Anche quest’anno la processione sarà animata dalla partecipazione di numerosi fedeli e vedrà la presenza dei membri degli Ordini cavallereschi di Malta e del Santo Sepolcro di Gerusalemme, oltre alle confraternite del territorio. Il corteo religioso effettuerà inoltre alcune soste di preghiera davanti alle sedi delle principali istituzioni civili del capoluogo umbro, confermando il forte legame tra la celebrazione religiosa e la storia della città.
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