Cascia, la festa di Santa Rita: “Viviamo il suo insegnamento, costruiamo la pace”

Grande partecipazione in Umbria per la festa dedicata a Santa Rita tra momenti religiosi, corteo storico e benedizione delle rose.

Cascia ha accolto oggi, 22 maggio, migliaia di pellegrini e fedeli arrivati da tutta Italia e dall’estero per le celebrazioni dedicate a Santa Rita, figura simbolo di pace, fede e riconciliazione. La giornata si è svolta tra appuntamenti religiosi e momenti istituzionali che hanno coinvolto l’intera città umbra, confermando ancora una volta il forte legame tra il territorio e la santa agostiniana.

Le celebrazioni si sono aperte già nella serata di ieri con l’accensione della fiaccola votiva sul sagrato della basilica, alla presenza della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Un gesto tradizionale che ogni anno richiama numerosi fedeli e rappresentanti delle istituzioni e che simboleggia devozione, comunità e speranza.

Questa mattina il centro storico di Cascia è stato attraversato dal tradizionale corteo storico dedicato alle fasi della vita di Santa Rita. La processione ha raggiunto il Viale del Santuario, dove il cardinale Stanislaw Dziwisz ha presieduto il Solenne Pontificale, uno dei momenti più attesi dell’intero programma religioso. Al termine della celebrazione si sono svolte la supplica alla Santa e la tradizionale benedizione delle rose, simbolo profondamente legato alla spiritualità ritiana.

Nel corso della giornata la presidente Stefania Proietti ha sottolineato il valore universale del messaggio lasciato da Santa Rita. “Omaggiare Santa Rita è un impegno concreto a vivere i suoi insegnamenti. La sua vita è un richiamo forte alla pace, alla riconciliazione e alla forza della preghiera, valori che oggi sono più che mai necessari”, ha dichiarato la presidente della Regione Umbria.

Proietti ha inoltre evidenziato come il messaggio della santa continui a mantenere una forte attualità anche nel contesto contemporaneo. “Santa Rita ci invita a essere costruttori di pace nel quotidiano. È questo il messaggio che l’Umbria vuole portare con sé e attualizzare ogni giorno”, ha aggiunto.

La figura di Santa Rita da Cascia continua infatti a rappresentare un punto di riferimento spirituale per milioni di persone nel mondo. La sua vita, segnata dalla fede, dal perdono e dalla capacità di affrontare il dolore e i conflitti, resta uno dei simboli più riconosciuti della tradizione religiosa umbra. I simboli che accompagnano la sua storia, come il Vangelo, il flagello e soprattutto le rose, mantengono ancora oggi un forte significato devozionale.

Particolarmente sentita è stata la Giornata delle Rose, appuntamento che ogni anno coinvolge migliaia di persone nella benedizione collettiva dei fiori. Un rito semplice ma profondamente partecipato, attraverso il quale i fedeli affidano preghiere, speranze e richieste di grazia alla santa di Cascia.Oltre alla presidente Proietti, hanno partecipato l’assessore regionale al turismo Simona Meloni, la vicepresidente dell’Assemblea legislativa Paola Agabiti e i consiglieri regionali Betti, Filipponi, Lisci, Melasecche, Romizi, Tesei e Giambartolomei.

 

Le parole dei religiosi

Un’edizione fortemente segnata anche dal richiamo al magistero di Papa Leone XIV e alla necessità, più volte evocata durante le celebrazioni, di “costruire ponti e non muri” in un tempo segnato da guerre e divisioni.

A sottolinearlo è stata suor Maria Grazia Cossu, badessa del monastero di Santa Rita, che ha ricordato come “la pace nasca dalla misericordia e dalla capacità di restare umani anche nel dolore”.
La religiosa ha richiamato l’incontro avuto il 20 maggio con Papa Leone XIV durante la benedizione della Fiaccola del Perdono e della Pace in piazza San Pietro, parlando di “umiltà, familiarità e straordinaria capacità di accoglienza” del Pontefice. “Abbiamo un Papa in famiglia”, ha detto la badessa, spiegando come Leone XIV abbia assicurato la propria preghiera per Cascia e per la devozione a Santa Rita, in una profonda sintonia con il messaggio della santa agostiniana.
Momento centrale della giornata il Solenne Pontificale presieduto dal cardinale Stanisław Dziwisz, storico segretario di San Giovanni Paolo II, che nella sua omelia ha indicato Santa Rita come esempio attuale per “un mondo attraversato da guerre, divisioni e violenze”. Richiamando le parole di San Paolo, “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male”, Dziwisz ha ricordato la capacità della santa di trasformare sofferenza e dolore in amore e riconciliazione. Il cardinale ha poi rivolto una preghiera per la pace in Ucraina e Medio Oriente e per il ministero di Papa Leone XIV, invitando i fedeli a costruire una “civiltà dell’amore”.

Profondamente legata alla spiritualità agostiniana anche l’omelia di padre Joseph Farrell, che ha indicato nel verbo evangelico “rimanere” la chiave per attraversare le prove senza perdere fede e speranza. “Santa Rita ha saputo trasformare il conflitto in pace e l’odio in riconciliazione”, ha affermato Farrell, invitando i fedeli a restare uniti a Cristo per diventare autentici costruttori di pace.
Tra i momenti più significativi della festa anche il ritorno a Cascia della Fiaccola del Perdono e della Pace, accesa a Chicago, città natale di Papa Leone XIV e protagonista del Gemellaggio di fede 2026 con la città umbra. Dopo la benedizione ricevuta dal Pontefice in Vaticano, la fiaccola è giunta ieri sera a Cascia accolta da una delegazione

Redazione

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