ercoledì 7 maggio, al Plaza Hotel di via Palermo 88 a Perugia, il Comitato Remigrazione e Riconquista ha presentato la propria proposta di legge sulla remigrazione, alla presenza del presidente del comitato Luca Marsella, dell’ex senatore Simone Pillon e del deputato della Lega Domenico Furgiuele. L’iniziativa, moderata dall’avvocato perugino Luca Valigi, ha immediatamente innescato una serie di reazioni politiche e civili: un presidio di circa 150 manifestanti davanti all’hotel, una condanna congiunta di Cgil e Anpi provinciali di Perugia e la presentazione di una mozione urgente da parte dei gruppi di maggioranza del Consiglio comunale.
Il comitato organizzatore è una sigla che riunisce, tra gli altri, CasaPound, Veneto Fronte Skinheads, Rete dei Patrioti e Brescia ai Bresciani. Marsella ha comunicato il raggiungimento di 150.000 firme — il triplo della soglia necessaria per la proposta di legge — e ha annunciato un corteo nazionale a Roma il 13 giugno per rafforzare la visibilità dell’iniziativa. Valigi ha motivato la scelta di portare il convegno a Perugia con la necessità di affrontare, anche in Umbria, le “conseguenze dell’immigrazione incontrollata” e i “quotidiani episodi di degrado urbano”.
Nei giorni precedenti all’evento, la decisione dell’hotel di ospitare il convegno aveva generato una campagna di recensioni negative su TripAdvisor, poi bloccata e infine sospesa dalla piattaforma. La sera del 7 maggio, il collettivo “All Eyes on Palestine” — al quale si sono aggiunte altre realtà sociali perugine e cittadini non affiliati — ha organizzato un presidio di protesta all’esterno della struttura.
La Camera del Lavoro e l’Anpi provinciale di Perugia hanno condannato “fermamente” l’iniziativa, definendo le organizzazioni promotrici portatrici di “posizioni razziste e xenofobe, quando non dichiaratamente apologetiche del fascismo”. Le due organizzazioni hanno ricondotto il concetto di remigrazione — inteso come rimpatrio forzato delle persone straniere — a “ideologie basate sulla superiorità razziale”, richiamando “le pagine più oscure e vergognose della storia del nostro Paese”. Cgil e Anpi hanno inoltre chiesto alle forze di centrodestra con responsabilità di governo, a livello locale e nazionale, di “dissociarsi apertamente” da tali iniziative, e si sono detti preoccupati per la vicinanza di questi movimenti ad ambienti istituzionali.
Sul versante politico-istituzionale, i gruppi di maggioranza del Consiglio comunale di Perugia hanno annunciato la presentazione di una mozione urgente per impegnare l’assemblea a “respingere ogni linguaggio e ogni proposta che richiami pratiche di esclusione o allontanamento su base etnica, culturale o sociale” e a promuovere “politiche pubbliche fondate sulla coesione, sui diritti, sulla legalità e sulla responsabilità”. La mozione richiama esplicitamente i valori costituzionali, il principio di uguaglianza e la tutela della dignità umana, descrivendo Perugia come città “dalla profonda tradizione democratica e antifascista” e sede universitaria aperta all’incontro tra culture diverse. I gruppi di maggioranza hanno sottolineato come le istituzioni abbiano “il dovere di non restare in silenzio” di fronte a iniziative che rischiano di portare il dibattito “fuori dal perimetro dei principi democratici”.
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