Bambini stranieri a scuola, Squarta a Mattarella: “Felice di non averla votata”

L’europarlamentare di Fratelli d’Italia interviene dopo il discorso del presidente della Repubblica sull’inclusione scolastica e difende le proposte del governo sui limiti agli studenti stranieri nelle classi.

Marco Squarta, europarlamentare di Fratelli d’Italia, ha commentato l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul tema della scuola e dell’inclusione, dopo le parole pronunciate dal Capo dello Stato durante l’inaugurazione dell’anno scolastico all’Istituto Sergio Marchionne di Amatrice. Squarta ha pubblicato una nota sui social nella quale ha espresso le proprie valutazioni sulle dichiarazioni del presidente, collegandole al dibattito politico nato intorno alle nuove regole annunciate dal governo per il sistema scolastico.

Il messaggio di Squarta al presidente Mattarella

Nel suo intervento, Marco Squarta ha ricordato il proprio ruolo di Grande elettore del presidente della Repubblica durante l’elezione del Capo dello Stato avvenuta quattro anni fa.

Quattro anni fa ho avuto l’onore di essere Grande elettore del presidente della Repubblica. Non votai per lei. E, me lo permetta Presidente, ogni giorno che passa sono sempre più convinto di aver fatto bene”, ha scritto l’europarlamentare rivolgendosi direttamente a Sergio Mattarella.

Squarta ha poi precisato il rispetto istituzionale nei confronti della figura del presidente della Repubblica.

Le parlo con il massimo rispetto, perché sono un uomo delle istituzioni e so bene cosa rappresenta il presidente della Repubblica. Ma proprio per questo sento il dovere di dirle quello che penso”, ha dichiarato.

Il confronto sulle parole di Mattarella

Al centro della presa di posizione dell’esponente di Fratelli d’Italia c’è stato l’intervento del presidente Mattarella sulla necessità che la scuola resti aperta a tutti e non produca divisioni o barriere.

Squarta ha collegato queste parole al dibattito sulle proposte avanzate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni riguardo all’organizzazione delle classi scolastiche e all’inserimento degli studenti stranieri.

Secondo l’europarlamentare, il richiamo del Capo dello Stato è arrivato in una fase caratterizzata da un acceso confronto politico.

Quando arriva proprio nel mezzo di questa polemica, con parole che sembrano andare nella stessa direzione delle critiche della sinistra, è normale porsi qualche domanda”, ha affermato Squarta.

La posizione sui limiti agli studenti stranieri

Nel suo intervento, Squarta ha difeso la linea del governo sul tema della composizione delle classi, sostenendo che eventuali limiti alla presenza di studenti stranieri siano finalizzati, secondo la sua interpretazione, a evitare difficoltà nei percorsi di apprendimento.

Mettere un limite agli studenti stranieri nelle singole classi serve proprio a evitare che si creino ghetti”, ha scritto l’europarlamentare.

Squarta ha aggiunto che, a suo giudizio, una concentrazione elevata di studenti con difficoltà linguistiche potrebbe rendere più complesso il percorso scolastico per l’intero gruppo classe.

Nel suo messaggio ha inoltre affrontato il tema della conoscenza della lingua italiana da parte delle famiglie straniere e quello dell’uso di alcuni indumenti religiosi nelle scuole.

Chiedere ai genitori degli studenti con gravi problemi di inserimento di imparare l’italiano non significa discriminare. Significa poter parlare con gli insegnanti, seguire i propri figli e diventare davvero parte della comunità”, ha affermato.

Il richiamo al ruolo del presidente della Repubblica

Nella parte finale del suo intervento, Squarta ha ribadito il ruolo istituzionale del presidente della Repubblica e ha espresso la propria valutazione sul tema dell’imparzialità.

Il Presidente della Repubblica deve essere e apparire il Presidente di tutti”, ha scritto l’europarlamentare.

Squarta ha aggiunto di ritenere che, nella vicenda specifica, tale imparzialità non sarebbe stata percepita completamente, pur ribadendo il rispetto per Mattarella e per l’istituzione rappresentata.

Continuerò sempre a rispettare lei e l’istituzione che rappresenta. Ma rispetto non significa stare in silenzio”, ha concluso.

Il dibattito politico sulla scuola

Le dichiarazioni di Squarta si inseriscono nel confronto politico relativo alle politiche scolastiche, all’integrazione degli studenti stranieri e alle modalità di gestione delle classi.

Il tema ha coinvolto esponenti istituzionali e rappresentanti di diversi schieramenti, con posizioni differenti sul rapporto tra inclusione, organizzazione scolastica e strumenti per favorire l’apprendimento.

Redazione

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