Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, ha visitato questa mattina il carcere di Spoleto incontrando i detenuti, la direzione, il personale educativo e la polizia penitenziaria. Durante la visita, il cardinale ha portato la propria testimonianza legata alla Terra Santa e alla sofferenza vissuta dalle persone colpite dalla guerra, sottolineando il valore della speranza, dell’ascolto e della possibilità di ricominciare anche nelle situazioni più difficili.
La visita al carcere di Spoleto
La giornata del cardinale Pizzaballa a Spoleto ha previsto diversi momenti di incontro e preghiera.
Prima della visita all’istituto di pena, il patriarca di Gerusalemme dei Latini ha celebrato la messa nella Casa San Giuseppe delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto e successivamente si è recato nella cattedrale di Spoleto, accompagnato dall’arcivescovo Renato Boccardo.
Arrivato al carcere, ha incontrato la direttrice Bernardina Di Mario, l’area educativa e il personale della polizia penitenziaria.
Il messaggio ai detenuti: “Preservate il desiderio di vita”
Nel confronto con i detenuti, il cardinale ha portato la propria esperienza maturata in Terra Santa.
“Quando incontro le persone che hanno perso tutto a causa della guerra vedo che anche dentro quel male, dove tutto sembra finito, c’è vita”, ha detto Pizzaballa.
Il patriarca ha invitato le persone presenti a non perdere la fiducia nel futuro.
“In tutte le circostanze, anche le più difficili e dolorose, si può trovare vita”, ha aggiunto.
Nel suo intervento ha inoltre ricordato che a tutti viene concessa una possibilità di salvezza.
“Preservate dentro di voi il desiderio di vita, ricordando che a tutti è concessa la possibilità di salvezza”, ha affermato.
La testimonianza dalla Terra Santa
Pizzaballa ha raccontato il periodo di difficoltà vissuto nei territori della Terra Santa, dove vive da circa quarant’anni.
“Da 40 anni vivo in Terra Santa, ultimamente siamo dentro un periodo di grande dolore, dove odio e rancore sono il comune denominatore”, ha spiegato.
Il cardinale ha richiamato la necessità di mantenere viva la fiducia anche nei momenti segnati dalla sofferenza.
“Noi dobbiamo tenere accesa la fiamma della fiducia, un po’ come avviene in carcere”, ha detto.
Secondo Pizzaballa, il punto di partenza deve essere il riconoscimento dell’umanità attraverso l’ascolto e la disponibilità a mettersi in gioco.
Il gesto di solidarietà dei detenuti per Gaza
Durante l’incontro è stato ricordato anche un gesto di solidarietà realizzato dai detenuti del carcere di Spoleto a favore dei bambini di Gaza.
Il cardinale ha ringraziato per questa iniziativa, definendola un segnale importante.
“Questo è un bel segno di umanità che viene da questo luogo di fatica, dolore, solitudine”, ha dichiarato Pizzaballa.
La visita è stata anche un momento di preghiera e condivisione: il cardinale ha incontrato diversi gruppi di detenuti, raccontando aspetti della propria esperienza in Terra Santa.
Boccardo: “Ricominciare è il verbo più urgente”
L’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo ha sottolineato il significato dell’incontro tra due realtà segnate dalla sofferenza.
“Oggi qui si incontrano due sofferenze che sanno custodire la speranza: quella delle persone di Terra Santa provate dalla guerra e voi che vivete qui e avete la libertà limitata a causa del male commesso”, ha affermato.
Boccardo ha richiamato il valore della possibilità di ripartire.
“Ricominciare è il verbo più urgente da declinare: è possibile guardare avanti, è ancora possibile fare qualcosa di bello, è possibile continuare a camminare”, ha dichiarato.
L’arcivescovo ha infine rivolto al cardinale Pizzaballa la richiesta di portare alle popolazioni della Terra Santa il saluto e la preghiera della comunità spoletina.
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