Allarme malattie professionali, in Umbria aumentano le neoplasie: “Troppa retorica su sicurezza” (VIDEO)

Malattie professionali in aumento del 19,5% a gennaio 2026 nella provincia capoluogo, che concentra l'81% degli infortuni regionali. Zero morti nel mese, ma il trend quinquennale preoccupa

L’Inail ha diffuso i dati aggiornati sugli infortuni e le malattie professionali denunciati nella provincia di Perugia nel mese di gennaio 2026, confrontandoli con lo stesso periodo del 2025 e con il quinquennio 2021-2025.Lo ha fatto nell’ambito del convegno “Sicurezza, Salute e Ambiente di Lavoro” organizzata da Filca Cisl Umbria e consulenti del lavoro di Perugia  presso Formedil

La provincia capoluogo si conferma il territorio con la maggiore concentrazione di infortuni dell’Umbria, pari all’81% del totale regionale, in un contesto in cui il dato nazionale registra una lieve crescita degli incidenti sul lavoro.

A gennaio 2026 gli infortuni sul lavoro denunciati a Perugia si attestano a 596 casi, sostanzialmente invariati rispetto ai 595 dello stesso mese del 2025 (+0%). Nello stesso periodo, l’Umbria nel complesso passa da 744 a 735 infortuni totali (-1,2%), mentre l’Italia sale da 41.800 a 41.905 casi (+0,2%). Sul fronte dei casi mortali, gennaio 2026 registra per la provincia di Perugia zero decessi, contro i 4 del gennaio 2025, con una variazione del -100%. A livello regionale i morti scendono da 4 a 0; a livello nazionale da 60 a 34 (-43,4%).

Malattie professionali in forte aumento a Perugia

Il dato più rilevante del mese riguarda le malattie professionali: la provincia di Perugia registra a gennaio 2026 275 denunce, contro le 230 dello stesso mese del 2025, con un incremento del +19,5%. Si tratta di un aumento superiore sia alla media regionale umbra (+12,7%, da 329 a 371 casi totali) che a quella nazionale (+14,4%, da 6.587 a 7.535 casi). La provincia di Terni si mantiene invece sostanzialmente stabile, con 96 casi contro i 99 di gennaio 2025 (-3%).

Le malattie professionali in Umbria segnano il dato più critico del quinquennio: da 2.308 casi nel 2021 a 4.350 nel 2025, con un incremento del +88,5%, superiore al già elevato +78% italiano. La media regionale è di 12 nuove denunce al giorno. Nello stesso periodo, le denunce nazionali passano da 55.201 a 98.463.

Giorgio Miscetti, medico del lavoro qui ha puntato l’indice sull’aumento esponenziale dei mesoteliomi: “Le malattie professionali crescono, fra cui quelle oncologiche: queste presentano il conto dopo 30 anni. Crescono i mesoteliomi, tumori gravissimi, conseguenza di tutto quello a cui si è stati esposti sul lavoro La persona in pensione che prende il cancro perché ha lavorato con l’amianto, non se lo vedrà mai risarcito perché non viene più considerato infortunio sul lavoro”

Il quinquennio 2021-2025 in Umbria: infortuni in crescita, morti in calo

L’analisi del periodo 2021-2025 fornita dall’Inail mostra per l’Umbria un aumento complessivo degli infortuni sul lavoro del +13,5%, passando da 9.090 a 10.311 casi annui, rispetto al +6% registrato a livello italiano. In termini di frequenza, la regione conta in media 28 infortuni al giorno.

I decessi sul lavoro in Umbria mostrano invece un andamento in netta discesa: da 28 nel 2021 a 19 nel 2025, con una variazione del -32%, più marcata rispetto al -25% nazionale. La frequenza attuale è di un decesso ogni 20 giorni nella regione. A livello italiano il dato è di 3 morti al giorno.

Ancora Miscetti: “La difesa della sicurezza sul lavoro dovrebbe essere imprescindibile ma non è così, è ancillare al momento sociale, economico e culturale. Se il mercato offre un servizio ad un prezzo basso, per competere devi proporlo ad un prezzo più basso, a scapito della sicurezza. Questo va combattuto. Anche perchè siamo arrivati ad un punto in cui la discesa a cui abbiamo assistito negli ultimi 15 anni sembra essersi attestata, nonostante i progressi che sono statti fatti su questo fronte”

Durissimo su questo Giuliano Bicchieraro, segretario regionale Cisl Umbria:”Sul tema della sicurezza sul lavoro si fa troppa retorica e pochi fatti. Dobbiamo fare qualcosa in più anche se i numeri dicono che la situazione è in miglioramento. Noi siamo insieme alle istituzioni su questo fronte con tavoli e proposte, ma bisogna metterli a terra”

I settori economici a maggior rischio in Umbria nel 2025

La distribuzione degli infortuni per settore economico in Umbria nel 2025 evidenzia una netta prevalenza della gestione industria e servizi, con 7.492 casi sui 10.311 totali. Seguono il conto stato con 2.088 e l’agricoltura con 731.

All’interno della gestione industria e servizi, i comparti con il maggior numero di infortuni denunciati sono la manifattura (1.229 casi), le costruzioni (722), il commercio all’ingrosso e al dettaglio (633), la sanità (617), il trasporto e magazzinaggio (546), l’alloggio e ristorazione (344), i servizi di supporto alle imprese (233) e l’amministrazione pubblica e difesa (98).

Redazione

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