L’acqua potabile degli umbri è sicura: ecco i dati del monitoraggio Pfas

Sebbene i dati siano ancora preliminari, la situazione appare sotto controllo e i cittadini umbri non devono preoccuparsi

La Regione Umbria ha presentato oggi i primi risultati del monitoraggio sulla presenza di Pfas nelle acque potabili. I dati confermano che l’acqua dei rubinetti è sicura e non presenta rischi per la salute dei cittadini umbri. Il monitoraggio, che è stato anticipato rispetto agli obblighi di legge, rappresenta un modello di governance nella tutela delle risorse idriche e ha coinvolto una collaborazione tra Regione Umbria, le Aziende Usl 1 e 2, Arpa Umbria, Auri e i principali gestori idrici.

La sicurezza dell’acqua potabile in Umbria

L’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, ha dichiarato che l’Umbria è una delle prime regioni in Italia, insieme al Veneto, ad aver adottato un protocollo di monitoraggio continuo e capillare delle acque destinate al consumo umano. “L’Umbria ha anticipato l’obbligo di legge per garantire la sicurezza dei cittadini e siamo orgogliosi di poter confermare che l’acqua che arriva dai rubinetti è salubre e economica“, ha detto De Luca. L’assessore ha inoltre sollecitato il Governo a accelerare l’introduzione del bando per i Pfas a livello nazionale, senza ulteriori rinvii.

I dati del monitoraggio

Il monitoraggio è stato condotto tra ottobre e dicembre 2025 con un totale di 385 campioni prelevati in tutta la regione. Di questi, 72 controlli esterni sono stati eseguiti dalle Aziende USL attraverso i laboratori di Arpa Umbria, e 313 controlli interni sono stati effettuati dai gestori idrici per monitorare l’intera filiera dell’acqua, dalle captazioni ai serbatoi. I risultati mostrano che tutti i campioni prelevati sono conformi ai limiti stabiliti dal decreto legislativo 18/2023. In particolare, i valori riscontrati sono risultati ben al di sotto dei limiti per la Somma di Pfas (0,10 µg/L) e per la Somma di 4 Pfas (0,02 µg/L).

Sicurezza confermata: nessuna esposizione significativa

I responsabili del servizio Igiene e Sanità Pubblica della USL Umbria 1, Igino Fusco Moffa, e della USL Umbria 2, Danilo Serva, hanno confermato che non sono emerse criticità relative all’esposizione significativa della popolazione a Pfas. Sebbene i dati siano ancora preliminari, la situazione appare sotto controllo e i cittadini umbri non devono preoccuparsi. Tuttavia, il monitoraggio continuerà a lungo termine per raccogliere ulteriori dati e garantire la sicurezza continua.

Monitoraggio su fauna selvatica: conferme rassicuranti

Ulteriori conferme sulla sicurezza ambientale sono arrivate anche dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria, che ha condotto analisi su animali selvatici (sentinelle ambientali) per monitorare la diffusione dei Pfas. I dati raccolti sono stati rassicuranti, confermando che i contaminanti non si sono estesi agli animali, garantendo così la sicurezza dell’ecosistema regionale.

Redazione

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