Il 16 gennaio 2026, la Cisl Umbria ha tenuto la conferenza stampa di inizio anno, chiedendo l’avvio immediato di un confronto concreto sulle problematiche regionali. Secondo l’organizzazione sindacale, l’aumento delle addizionali regionali, che dal 2026 colpiscono circa il 40% degli umbri, deve essere utilizzato per migliorare il sistema sanitario, puntando in particolare sull’assunzione di personale e sul rafforzamento dei servizi sul territorio. L’affermazione è stata resa dal segretario generale, Angelo Manzotti, che ha ribadito l’urgenza di un tavolo di confronto per discutere la destinazione dei fondi.
Le sfide principali per l’Umbria: produttività, servizi e giovani in fuga
La segreteria della Cisl Umbria ha sottolineato che è il momento di passare dalla fase dell’analisi e dei proclami alla fase operativa. “Abbiamo accumulato troppe criticità negli ultimi anni”, ha dichiarato la segreteria, che ha evidenziato i principali problemi della regione, tra cui la denatalità, il calo demografico e la carenza di servizi nelle aree periferiche e interne. Anche l’insufficienza delle infrastrutture materiali e immateriali, insieme alla decisione di molti giovani di lasciare la regione, sono visti come fattori che ostacolano lo sviluppo e contribuiscono alla bassa produttività.
Il sindacato ha inoltre messo in evidenza il rischio di un sostanziale stagnamento salariale e la difficoltà di affrontare le grandi sfide future, tra cui quelle energetiche, ambientali e digitali. La Cisl Umbria ha proposto un approccio partecipativo, basato sul confronto tra istituzioni, imprese e parti sociali, per affrontare questi problemi in modo integrato.
Il post Pnrr: opportunità per il futuro dell’Umbria
Secondo la Cisl Umbria, le risorse europee e la Zes (Zona Economica Speciale) rappresentano le due principali leve per governare il cambiamento. L’obiettivo, ha sottolineato la segreteria, è costruire uno sviluppo sostenibile, che si fondi su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. In questo contesto, la Cisl ha ribadito il proprio impegno a sensibilizzare le istituzioni sui temi della salute e sicurezza sul lavoro, soprattutto alla luce del tragico bilancio del 2025, che ha visto ben 17 morti sul lavoro in Umbria, un dato che secondo il sindacato è “inaccettabile”.
Un “Tavolo di crisi” per le difficoltà aziendali
Un altro punto cruciale per la Cisl Umbria è l’istituzione di un “Tavolo di crisi” che coordini gli interventi per le crisi aziendali, evitando soluzioni isolate e promuovendo invece sinergie e decisioni condivise tra le parti coinvolte. La Cisl ha ribadito che la partecipazione, il protagonismo e l’assunzione di responsabilità saranno al centro delle sue azioni nei prossimi mesi, con l’obiettivo di lavorare per un cambiamento che possa coinvolgere tutta la comunità.
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