Nel periodo gennaio-settembre 2025, l’Umbria registra una flessione significativa nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, con 4,27 milioni di ore autorizzate tra Cassa Integrazione e Fondo di Integrazione Salariale, pari a un calo del 15,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un dato che si discosta nettamente dal trend nazionale, che invece ha visto un incremento del 18,56%, con un totale di 429,3 milioni di ore autorizzate in tutta Italia.
A fornire il quadro è l’associazione Lavoro&Welfare, sulla base di elaborazioni dei dati Inps. La riduzione registrata in Umbria viene letta come segnale di una relativa stabilità nel sistema produttivo regionale, anche se la situazione non è priva di ombre. Il calo, infatti, potrebbe derivare anche da una contrazione strutturale, con meno aziende in attività o una minore capacità di accesso agli ammortizzatori sociali, e non esclusivamente da una ripresa occupazionale.
Sul piano nazionale, la situazione è decisamente più critica. L’aumento maggiore si è concentrato nella cassa integrazione straordinaria (+61,6%), che ha superato i 201 milioni di ore autorizzate, mentre la cassa ordinaria ha segnato un lieve calo (-4,5%, pari a 217,3 milioni di ore). L’industria continua a essere il comparto più colpito: oltre il 90% delle richieste proviene da settori come meccanica e metallurgia, che da soli assorbono circa metà delle ore totali.
Le ripercussioni sul piano occupazionale sono significative: si stima che l’equivalente di 275 mila lavoratori sia rimasto completamente inattivo per l’intero periodo, con una perdita salariale complessiva superiore a 1,3 miliardi di euro. Questo si traduce in una riduzione media di circa 4.400 euro a lavoratore.
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