Con 13 voti favorevoli della maggioranza e 5 contrari dell’opposizione, l’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato l’assestamento al Bilancio di previsione 2025-2026-2027 dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Tra gli aspetti più significativi dell’atto, spicca la restituzione di 4,3 milioni di euro di avanzo libero alla Giunta regionale, una misura che ha suscitato forti critiche da parte delle forze di minoranza.
Il relatore di maggioranza, Francesco Filipponi (Pd), presidente della Prima commissione, ha sottolineato come l’assestamento «mantenga gli equilibri di bilancio previsti», evidenziando che «la Regione ridurrà di un milione di euro all’anno i trasferimenti all’Assemblea nel corso del triennio». Filipponi ha inoltre ricordato che la Corte dei conti, in sede di parifica 2022, aveva «segnalato la criticità del mantenimento dell’avanzo presso l’Assemblea», da qui la decisione di restituire l’intero importo alla Giunta. Ha poi aggiunto che «si è già intervenuti con un emendamento per il superamento delle barriere architettoniche di Palazzo Cesaroni», e che «non appena verrà definita una stima economica, si tornerà a discuterne in Aula per impegnare le risorse necessarie».
Dura invece la posizione espressa dalla relatrice di minoranza Laura Pernazza (Forza Italia): «Non si può rivendicare come un successo il taglio di un milione di euro. Rivendico la totale autonomia di quest’Aula rispetto alla Giunta», ha detto, manifestando contrarietà al trasferimento dell’intero avanzo. Pernazza ha poi lamentato che «si stava lavorando per un’efficienza energetica dell’edificio, ma ci vediamo sottrarre le risorse necessarie».
Sulla stessa linea anche Eleonora Pace (Fratelli d’Italia), che ha parlato di «ulteriori tagli che depotenziano l’autonomia dell’Assemblea». La consigliera ha chiesto alla Presidente dell’Assemblea di «rivendicare il ruolo e l’indipendenza di Palazzo Cesaroni», aggiungendo: «È paradossale che si celebri il taglio di un milione di euro annuo dopo una legislatura che aveva lasciato risparmi importanti. Ci troveremo costretti a tornare a settembre con una nuova variazione di bilancio».
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