Giardini del Frontone di Perugia, la denuncia: “Uso improprio, tornino scrigno”

Il Rotary club coordina cittadini, università e istituzioni: al Dsa3 il convegno “Il Risorgimento dei Giardini del Frontone” tra sussidiarietà, valorizzazione e nuova fruizione

Una maggior tutela per i Giardini del Frontone di Perugia è l’obiettivo del convegno “Il Risorgimento dei Giardini del Frontone”, organizzato dal Rotary club di Perugia nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali (Dsa3) dell’Università degli Studi di Perugia. L’iniziativa è partita dal basso, da cittadini e associazioni del territorio, e ha riunito soggetti pubblici e privati in un momento di studio, approfondimento e confronto sul futuro di questo bene pubblico. Al convegno ha partecipato anche il Comune di Perugia.

Un’iniziativa nata dai cittadini e dalle associazioni

Il Rotary club di Perugia ha coordinato un percorso nato dalla partecipazione dei cittadini e di realtà associative attive sul territorio, tra cui l’Asd Francesco nei sentieri, da sempre impegnata nella cura dei giardini e attenta al loro decoro. L’incontro è stato realizzato con la disponibilità e la collaborazione dell’Università degli Studi di Perugia, della Fondazione per l’Istruzione Agraria, del Museo nazionale archeologico dell’Umbria, della Delegazione Fai di Perugia e della stessa Asd Francesco nei Sentieri.

I saluti istituzionali di apertura

I lavori si sono aperti con i saluti di Maria Assunta Mercati, presidente del Rotary club di Perugia, di Massimiliano Marianelli, rettore dell’Università degli Studi di Perugia, e di Marco Pierini, vicesindaco di Perugia. Sono intervenuti anche Alessandro Montrone, vicepresidente della Fondazione per l’Istruzione agraria, e Giovanni Luca Delogu, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza archeologica, Belle arti e Paesaggio per l’Umbria.

Il laboratorio sulla sussidiarietà secondo il Rotary

La presidente Mercati ha illustrato la finalità dell’iniziativa, legata all’articolo 118, quarto comma, della Costituzione, che incoraggia lo svolgimento di attività di interesse generale da parte dei cittadini, in particolare nel settore dei beni culturali. «Il nostro obiettivo è quello di realizzare un laboratorio sulla sussidiarietà, in applicazione dell’articolo 118 IV comma della Costituzione», ha commentato.

Mercati ha poi spiegato che si è cercato di unire soggetti pubblici e privati con il solo scopo di procurare una tutela più intensa per i giardini, che hanno un carattere fortemente identitario per i perugini e per la città. A sostegno di questo percorso c’è anche la raccolta firme: «i cittadini non sono solo spettatori, ma sono protagonisti di queste istanze».

«Un uso improprio» dei giardini

Galletti ha parlato di una giornata importante dopo molte fatiche e di un momento di sintesi con le istituzioni, che ha ringraziato, con l’obiettivo di sensibilizzare la città. «I Giardini del Frontone attualmente sono oggetto di un uso improprio», ha affermato. Ha definito il Frontone un luogo identitario, «uno scrigno di bellezza e di cultura che deve essere valorizzato», e ha aggiunto: «Attualmente non è così, spero possa esserlo in futuro».

Il ruolo dell’Università e il dialogo con l’Orto medievale

Il rettore Marianelli ha spiegato che l’Università ha risposto a una richiesta della cittadinanza ed è sempre presente quando si tratta di valorizzare patrimoni culturali. Secondo il rettore, la custodia non è soltanto conservazione di ciò che esiste, ma anche tentativo di trasmettere quanto è stato consegnato, in questo caso un bene particolarmente prezioso perché dialoga da vicino con l’ateneo. «I Giardini del Frontone dialogano con l’Orto medievale. Questo dialogo deve invitarci a un lavoro comune», ha spiegato.

Il Comune lavora sul futuro dei giardini

Il vicesindaco Pierini ha definito l’incontro «molto opportuno», perché arriva mentre l’amministrazione sta lavorando sul prossimo futuro dei Giardini del Frontone. Ha precisato che il lavoro riguarda in primo luogo la conservazione, che ha indicato come aspetto primario e più importante, ma anche «un nuovo tipo di fruizione che garantisca la conservazione e permetta anche una vivibilità maggiore del Giardino».

Redazione

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