I Comuni umbri che ospitano impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili potranno contare su un sistema di calcolo uniforme delle compensazioni ambientali ed economiche dovute dai soggetti che realizzano gli impianti. La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente e all’Energia Thomas De Luca, una delibera che definisce i criteri per determinare il valore delle somme da riconoscere alle amministrazioni locali. Il provvedimento, adottato nell’ambito della normativa sulla transizione energetica, punta a superare le incertezze nella quantificazione dei proventi e a garantire maggiore trasparenza nei procedimenti autorizzativi.
L’Umbria si colloca così tra le prime regioni italiane a introdurre una metodologia specifica per il calcolo delle compensazioni legate agli impianti da fonti energetiche rinnovabili (FER). Le nuove disposizioni riguardano i progetti sottoposti ad Autorizzazione Unica e quelli che seguono la Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), due percorsi amministrativi previsti per la realizzazione degli impianti.
La novità non consiste nell’introduzione di un nuovo obbligo economico, già stabilito dalla legislazione nazionale, ma nella definizione di criteri tecnici che permettono di calcolare il valore delle compensazioni sulla base di parametri verificabili.
Compensazioni ambientali, quanto spetta ai Comuni umbri
Il riferimento normativo è il decreto legislativo 190 del 2024, che disciplina i regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili e prevede misure compensative a favore dei Comuni interessati dagli impianti.
La normativa stabilisce percentuali differenti in base alla procedura autorizzativa utilizzata. Per gli interventi soggetti a Procedura Abilitativa Semplificata, il valore delle compensazioni deve essere compreso tra l’1% e il 3% della produzione attesa. Per gli impianti sottoposti ad Autorizzazione Unica, invece, la quota può arrivare fino al 4% del valore della produzione prevista.
Finora, tuttavia, la mancanza di indicazioni nazionali dettagliate sulle modalità di quantificazione economica aveva lasciato spazio a valutazioni differenti, con possibili divergenze tra amministrazioni e operatori.
La delibera regionale interviene proprio su questo aspetto, introducendo una procedura di calcolo che consente di stimare il valore economico della produzione energetica e, di conseguenza, quello delle misure compensative.
Come vengono calcolati i proventi degli impianti rinnovabili
Il sistema definito dalla Regione Umbria utilizza dati tecnici relativi alla capacità produttiva degli impianti e parametri ufficiali del mercato elettrico.
Tra gli elementi presi in considerazione figurano le ore di funzionamento previste, la quantità di energia producibile annualmente, espressa in megawattora (MWh), e i valori di riferimento del Gestore dei Mercati Energetici (GME).
Attraverso questi indicatori sarà possibile stimare i proventi economici dell’impianto durante la sua vita utile e applicare le percentuali di compensazione previste dalla normativa.
Il metodo permette ai Comuni di disporre di una base tecnica per verificare gli importi riconosciuti, mentre i soggetti proponenti potranno conoscere con maggiore precisione gli oneri economici da considerare nella pianificazione degli investimenti.
L’intervento dà attuazione all’articolo 7, comma 12, della legge regionale 16 ottobre 2025, numero 7, intitolata Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro.
De Luca: risorse per servizi pubblici e comunità energetiche
Secondo l’assessore regionale Thomas De Luca, l’introduzione di criteri uniformi rappresenta un passaggio necessario per assicurare che i territori interessati dalla realizzazione degli impianti ricevano le compensazioni previste.
“Chi realizza impianti energetici sul nostro territorio ha il dovere di riconoscere ai Comuni e alle comunità locali le dovute compensazioni ambientali e territoriali – dichiara l’assessore Thomas De Luca – le compensazioni già esistono per legge, ma la mancanza di un metodo di calcolo definito a livello nazionale ha creato per anni incertezze e trattative disomogenee. La Regione Umbria ha scelto di formalizzare questo passaggio, definendo parametri scientifici e trasparenti”.
Le somme riconosciute alle amministrazioni comunali potranno essere indirizzate verso interventi collegati alla sostenibilità energetica e alla qualità dei servizi locali.
Tra le destinazioni indicate dalla normativa regionale rientrano la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili da trasferire alla proprietà dei Comuni, il sostegno alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e il finanziamento di servizi pubblici.
Sono inoltre previsti interventi di mitigazione ambientale ed efficientamento energetico, con l’obiettivo di destinare una parte del valore generato dalla produzione di energia ai territori che ne ospitano le infrastrutture.
“I Comuni disporranno così di risorse certe da destinare, preferenzialmente alla realizzazione degli impianti FER, ceduti in proprietà al comune o ai comuni ove sussiste l’impianto, o da destinare a servizi pubblici o CER di cui il Comune è promotore o membro attivo, come prevede la nostra legge regionale, nonché a interventi di mitigazione ambientale, efficientamento energetico”, aggiunge De Luca.
Regole uniformi per ridurre contenziosi e valutazioni arbitrarie
Uno degli aspetti affrontati dal provvedimento riguarda il rapporto tra amministrazioni comunali e operatori energetici.
La definizione di un metodo condiviso dovrebbe consentire di ridurre le controversie legate alla quantificazione delle compensazioni, evitando che il valore economico venga determinato attraverso stime non omogenee.
Per le imprese che intendono investire nella realizzazione di nuovi impianti, la possibilità di conoscere in anticipo i criteri di calcolo permette di includere le compensazioni nei piani economici e finanziari dei progetti.
Per i Comuni, invece, la metodologia offre strumenti per valutare gli importi dovuti e programmare gli interventi finanziabili attraverso le risorse riconosciute.
La delibera è stata elaborata attraverso un percorso di collaborazione con ANCI Umbria e ANCI nazionale, coinvolte nella definizione di un sistema applicabile alle diverse realtà amministrative.
Il nuovo quadro regionale riguarda quindi sia la gestione economica degli impianti rinnovabili sia il riconoscimento delle ricadute territoriali delle infrastrutture energetiche, attraverso criteri comuni da utilizzare nei procedimenti di autorizzazione.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.