a Regione Umbria mette a disposizione 765mila euro per contrastare il randagismo, prevenire l’abbandono degli animali e sostenere la gestione responsabile di cani e gatti. Il finanziamento arriva attraverso il fondo previsto dalla Legge 14 agosto 1991, n. 281, la normativa quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo. Il piano straordinario, coordinato dal Servizio regionale di Prevenzione One Health, coinvolgerà Comuni, servizi veterinari delle due Usl umbre e Federsanità Anci Umbria. Tra gli obiettivi indicati dall’amministrazione regionale figura la sterilizzazione di circa 3.000 cani e gatti nell’arco di due anni, insieme al potenziamento delle attività di microchippatura, al miglioramento delle strutture di accoglienza e alla promozione di percorsi formativi.
Il programma prevede due principali linee di finanziamento. La quota più consistente, pari a 573.750 euro, sarà destinata agli enti locali per interventi operativi sul territorio. I restanti 191.250 euro saranno gestiti direttamente dalla Regione per attività di informazione, aggiornamento professionale e sostegno a progetti specifici.
L’iniziativa punta inoltre a rafforzare la collaborazione tra amministrazioni pubbliche e servizi veterinari, con l’obiettivo di intervenire sia sulla prevenzione dell’abbandono sia sulle conseguenze sanitarie e organizzative del randagismo.
Come saranno distribuiti i 765mila euro
Il finanziamento complessivo sarà ripartito secondo due percentuali definite dal piano regionale.
Il 75% delle risorse, equivalente a 573.750 euro, sarà destinato agli enti locali per realizzare interventi di controllo delle nascite, sterilizzazione degli animali, risanamento dei canili e acquisto di microchip.
Queste misure rappresentano la componente operativa del programma, attraverso la quale la Regione intende incidere direttamente sulla gestione degli animali d’affezione e sulla prevenzione del randagismo.
Il restante 25%, pari a 191.250 euro, rimarrà nella gestione diretta della Regione Umbria.
Le somme saranno impiegate per campagne informative e di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, attività di aggiornamento e formazione degli operatori delle due aziende sanitarie regionali e sostegno al Polo Cinofilo di Comunità, progetto che vede l’Usl Umbria 1 come soggetto capofila.
La ripartizione delle risorse consentirà quindi di affiancare agli interventi veterinari attività educative e organizzative, coinvolgendo sia i proprietari degli animali sia i professionisti del settore.
Proietti: «Prevediamo di sterilizzare circa 3.000 cani e gatti»
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che detiene anche la delega alla Sanità, ha illustrato gli obiettivi del programma straordinario.
«Con questo piano straordinario stimiamo di dare vita a una serie di azioni volte a contrastare l’abbandono degli animali d’affezione», ha dichiarato.
La presidente ha quindi indicato uno dei risultati che la Regione intende raggiungere attraverso l’impiego dei finanziamenti.
«Grazie all’utilizzo di queste risorse prevediamo di sterilizzare, nell’arco di due anni, circa 3.000 cani e gatti e di sostenere progetti innovativi come il “Polo Cinofilo di Comunità”, promosso dall’Usl Umbria 1».
La sterilizzazione costituisce uno degli strumenti utilizzati nelle politiche di prevenzione del randagismo, perché contribuisce al controllo delle nascite e alla riduzione delle cucciolate non programmate.
Il piano regionale prevede di associare questi interventi alla microchippatura, che permette l’identificazione degli animali e facilita la gestione delle situazioni di smarrimento e recupero.
Le risorse saranno utilizzate anche per interventi di risanamento dei canili presenti sul territorio umbro.
Sterilizzazione e microchip: come presentare domanda al Comune
Uno degli aspetti più rilevanti per i cittadini riguarda la procedura prevista per accedere agli interventi di sterilizzazione e microchippatura finanziati dal piano.
Il presidente di Federsanità Anci Umbria, Luca Secondi, ha spiegato che la richiesta dovrà essere presentata al Comune di residenza.
«I cittadini aventi diritto dovranno presentare domanda al sindaco del Comune di residenza utilizzando l’apposito fac-simile», ha precisato Secondi.
Sarà quindi l’amministrazione comunale a esaminare la richiesta e verificare se sussistano i requisiti previsti.
«Sarà compito dell’amministrazione comunale valutare, entro 30 giorni dalla presentazione, l’ammissibilità della richiesta e comunicarne l’esito al richiedente».
In caso di approvazione, il Comune trasmetterà la documentazione a Federsanità Anci Umbria, che predisporrà una graduatoria degli aventi diritto, distinta per azienda sanitaria.
L’elenco sarà aggiornato e trasmesso ogni tre mesi ai servizi veterinari territorialmente competenti.
«L’elenco aggiornato sarà trasmesso con cadenza trimestrale ai Servizi veterinari di Sanità animale competenti per territorio, che cureranno la fase organizzativa e l’attuazione degli interventi di sterilizzazione e microchippatura», ha aggiunto Secondi.
La procedura prevede dunque un primo passaggio presso il Comune di residenza, seguito dalla gestione amministrativa di Federsanità e dall’organizzazione sanitaria degli interventi da parte delle Usl.
Nel materiale diffuso non sono ancora specificati i requisiti per essere considerati aventi diritto, né la data di apertura delle domande o le modalità di distribuzione del fac-simile. Questi dettagli dovranno essere verificati attraverso le comunicazioni ufficiali dei Comuni interessati.
Il Polo Cinofilo di Comunità e i percorsi di formazione
Una parte del finanziamento regionale sarà utilizzata per sostenere il Polo Cinofilo di Comunità, promosso dall’Usl Umbria 1.
Il progetto si propone di sviluppare attività educative e formative legate alla corretta gestione degli animali da compagnia, favorendo una maggiore consapevolezza tra i cittadini.
Secondo quanto illustrato dalla presidente Proietti, l’iniziativa punta a «formare cittadini informati e consapevoli sul tema del randagismo, a rilasciare qualifiche certificate nel settore degli animali da compagnia e a favorire percorsi di riabilitazione, integrazione terapeutica e reinserimento lavorativo per i pazienti dei distretti sanitari».
Il Polo Cinofilo di Comunità avrà quindi una funzione che va oltre le attività tradizionali di prevenzione del randagismo.
Il progetto prevede infatti anche percorsi collegati alla formazione professionale e al sostegno di persone seguite dai servizi sanitari territoriali.
Il programma regionale comprende inoltre iniziative di aggiornamento rivolte agli operatori delle Usl Umbria 1 e Umbria 2, con l’obiettivo di rafforzare le competenze nella gestione degli animali d’affezione.
In Umbria 7 canili sanitari e 23 canili rifugio
Il piano straordinario interesserà un sistema regionale che conta attualmente 7 canili sanitari e 23 canili rifugio.
Le strutture sono distribuite nei territori di competenza delle due aziende sanitarie umbre, con una combinazione di servizi pubblici e privati convenzionati.
Nell’area dell’Usl Umbria 1 sono presenti 5 canili sanitari, di cui 4 pubblici e uno privato convenzionato.
A questi si aggiungono 8 canili rifugio, suddivisi tra 5 strutture pubbliche e 3 private convenzionate.
Nel territorio dell’Usl Umbria 2 operano invece 2 canili sanitari convenzionati e 15 canili rifugio, dei quali 7 pubblici e 8 privati convenzionati.
La distinzione tra canili sanitari e canili rifugio riguarda le differenti funzioni svolte dalle strutture nella presa in carico e nella gestione degli animali.
I primi sono destinati principalmente alle attività sanitarie e agli accertamenti previsti per gli animali recuperati, mentre i secondi garantiscono l’accoglienza e il mantenimento degli animali secondo le disposizioni applicabili.
Tra le misure finanziabili attraverso la quota destinata agli enti locali figura anche il risanamento dei canili, con interventi che saranno definiti nell’ambito dell’attuazione del piano.
Il ruolo di Federsanità Anci Umbria e dei servizi veterinari
L’attuazione delle misure sarà affidata a una rete di soggetti istituzionali, coordinata dal Servizio regionale di Prevenzione One Health.
Federsanità Anci Umbria svolgerà un ruolo di raccordo operativo tra Comuni, Regione e servizi veterinari, occupandosi in particolare della gestione delle graduatorie degli aventi diritto agli interventi.
Le amministrazioni comunali saranno responsabili della ricezione e della valutazione delle domande, mentre i Servizi veterinari di Sanità animale organizzeranno concretamente le attività di sterilizzazione e microchippatura.
Il programma comprende inoltre campagne informative rivolte alla popolazione, attività formative per gli operatori e interventi sulle strutture di accoglienza.
L’obiettivo indicato dalla Regione è utilizzare i 765mila euro per realizzare, nell’arco del periodo previsto, un insieme coordinato di azioni contro l’abbandono e il randagismo, con una particolare attenzione alla prevenzione e alla gestione responsabile degli animali da compagnia.
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