Sicurezza stradale in Umbria, dopo sette anni torna la Consulta regionale

La Giunta ricostituisce l’organismo fermo dal 2019: istituzioni, forze dell’ordine, gestori stradali e università insieme per ridurre vittime e feriti

Dopo sette anni torna operativa in Umbria la Consulta regionale sulla sicurezza stradale. La Giunta ha approvato all’unanimità criteri e composizione dell’organismo previsto dalla legge regionale 8 del 17 aprile 2014, riavviando così un tavolo che non si riuniva dal 2019.

La decisione arriva in una fase particolarmente delicata per la sicurezza della rete viaria umbra. I gravi incidenti avvenuti negli ultimi mesi, in particolare lungo arterie statali ed extraurbane, hanno riportato al centro dell’attenzione il problema delle vittime e dei feriti sulle strade. La Consulta avrà il compito di trasformare in una strategia comune le attività portate avanti dai diversi soggetti impegnati nella prevenzione, nei controlli e nella gestione delle infrastrutture.

Un unico tavolo per istituzioni e territorio

La presidenza della Consulta sarà affidata alla presidente della Giunta regionale o a un suo delegato. Ne faranno parte l’assessore regionale competente per Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti e le rappresentanze delle Province di Perugia e Terni, Anci Umbria e Upi Umbria.

Saranno coinvolte anche le Polizie provinciali e locali, insieme ai principali gestori e proprietari delle infrastrutture stradali, tra cui Anas e Autostrade per l’Italia.

Al tavolo parteciperanno inoltre l’Università degli Studi di Perugia, gli istituti di ricerca regionali, le associazioni dei familiari delle vittime della strada e le rappresentanze delle categorie attive nei settori della mobilità e dei trasporti.

La scelta punta a superare una gestione frammentata delle competenze, creando una sede stabile nella quale confrontare dati, individuare criticità e programmare interventi.

Obiettivo ridurre vittime e feriti

La Regione intende allineare le politiche umbre agli obiettivi europei sulla sicurezza stradale: dimezzare entro il 2030 il numero delle vittime e dei feriti gravi e arrivare al loro azzeramento entro il 2050.

La presidente Stefania Proietti ha indicato il funzionamento della Consulta come una priorità che assume anche un valore sociale, soprattutto nei confronti delle categorie maggiormente esposte ai pericoli della circolazione.

Particolare attenzione sarà quindi riservata a pedoni, ciclisti, motociclisti e utilizzatori dei mezzi di micromobilità elettrica, oltre che ai più giovani.

Analisi degli incidenti e interventi sulle strade

Uno dei principali compiti dell’organismo riguarderà l’analisi sistematica dell’incidentalità. I dati dovranno permettere di individuare le zone e i tratti della rete stradale caratterizzati dai maggiori livelli di rischio, così da orientare in maniera più precisa gli interventi infrastrutturali.

La Consulta potrà formulare proposte e pareri relativi al Piano regionale della sicurezza stradale e indicare misure specifiche per migliorare la protezione degli utenti vulnerabili.

L’attività sarà sviluppata secondo i principi del Safe system approach e della Vision zero, modelli che puntano a intervenire sull’intero sistema della mobilità per ridurre le conseguenze degli errori umani.

Controlli contro alcol e smartphone alla guida

La strategia non riguarderà soltanto le infrastrutture. Un altro fronte sarà quello dei comportamenti pericolosi al volante.

Guida in stato di ebbrezza e utilizzo dello smartphone durante la conduzione dei veicoli rientrano tra i fenomeni sui quali la Consulta dovrà favorire un rafforzamento delle azioni di prevenzione e controllo.

È previsto anche un coordinamento con i servizi sanitari sul versante del soccorso successivo agli incidenti.

Educazione stradale, attenzione a studenti e neopatentati

Una parte significativa del programma sarà dedicata alla formazione. La Regione intende sviluppare campagne e iniziative rivolte soprattutto a studenti, giovani e neopatentati, senza trascurare interventi specifici per la popolazione anziana.

Secondo Proietti, la sicurezza non può dipendere esclusivamente dal comportamento del singolo automobilista. Deve invece essere costruita attraverso infrastrutture adeguate, controlli, prevenzione e diffusione di una maggiore cultura della responsabilità sulla strada.

 

Redazione

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