La Fp Cgil Umbria chiede un rafforzamento delle tutele occupazionali e della sicurezza dei lavoratori nel percorso di riorganizzazione della gestione dei rifiuti regionale. Il sindacato interviene sul disegno di legge regionale sui rifiuti adottato dalla Giunta dell’Umbria, che punta a ridefinire il sistema integrato attraverso un modello orientato alla transizione ecologica e all’economia circolare.
Secondo l’organizzazione sindacale, l’impianto generale del provvedimento rappresenta un elemento positivo, ma le trasformazioni previste devono essere accompagnate da garanzie vincolanti per evitare ricadute negative sul personale impegnato nel settore.
“Pur apprezzando nell’insieme l’impianto del Disegno di legge regionale sui rifiuti, orientato all’economia circolare, riteniamo necessario un rafforzamento delle tutele occupazionali e della sicurezza dei lavoratori di fronte alle trasformazioni previste”, afferma la Fp Cgil Umbria.
Particolare attenzione viene richiesta per l’organizzazione dell’Ato (Ambito territoriale ottimale) unico regionale e per i nuovi modelli di gestione dei centri di raccolta. Secondo il sindacato, i cambiamenti programmati potrebbero avere conseguenze significative sui lavoratori se non accompagnati da strumenti di tutela inseriti nel nuovo piano regionale dei rifiuti.
La Fp Cgil sottolinea inoltre la necessità di rafforzare il ruolo del settore pubblico nella gestione del servizio e chiede che ogni fase di trasformazione venga affrontata attraverso il confronto con le rappresentanze dei lavoratori.
Tra le richieste avanzate dal sindacato figura il riassorbimento totale del personale in caso di cambio di appalto, da applicare in modo inderogabile in ogni forma di affidamento. La Fp Cgil chiede inoltre che ogni ristrutturazione o innovazione tecnico-organizzativa con effetti sull’occupazione sia preceduta dal confronto con Rsu e organizzazioni sindacali, per individuare soluzioni di salvaguardia dei posti di lavoro e mantenimento dei livelli contrattuali.
Il sindacato chiede anche la piena applicazione delle clausole sociali occupazionali e salariali nei bandi di gara, prevedendo l’esclusione delle procedure prive delle necessarie garanzie.
Un altro punto riguarda l’estensione della raccolta porta a porta, che secondo la Fp Cgil dovrà essere accompagnata da adeguati investimenti in mezzi, attrezzature e organici, con particolare attenzione alla salute dei lavoratori.
Il sindacato evidenzia infatti il carattere usurante delle attività legate alla movimentazione manuale di mastelli e contenitori e chiede un’adeguata rotazione delle mansioni per ridurre i rischi.
Tra le richieste anche l’avvio di una contrattazione preventiva con Auri (Autorità umbra rifiuti e idrico) prima della pubblicazione dei bandi di gara da parte dell’ente gestore, con l’obiettivo di garantire pienamente le tutele occupazionali, salariali ed economiche dei circa 1.600 lavoratori impiegati nel ciclo dei rifiuti.
La Fp Cgil sollecita inoltre un confronto anticipato con le aziende del settore per definire gli effetti organizzativi e occupazionali delle modifiche previste dal disegno di legge, prima che possano produrre conseguenze sulle condizioni di lavoro e sui livelli di inquadramento.
Il sindacato chiede anche una valutazione preventiva dell’impatto occupazionale complessivo, compreso quello sull’indotto, legato al passaggio dall’attuale gestione articolata in quattro ambiti territoriali a un unico ambito regionale.
Tra gli altri interventi richiesti figurano l’applicazione obbligatoria del Contratto nazionale di lavoro Igiene ambientale per tutto il personale dei centri di raccolta e riuso, indipendentemente dal gestore, la continuità degli accordi aziendali e territoriali già in vigore in caso di cambio di affidatario e l’estensione delle tutele di riassorbimento anche al personale amministrativo e impiegatizio.
“Non ci opponiamo alla modernizzazione – conclude la Fp Cgil – ma pretendiamo il pieno rispetto della salute e dei diritti di chi garantisce ogni giorno un servizio essenziale”.
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