Omicidio Cumani, respinta la richiesta di nuova perizia per Amri

Il gip di Perugia ha negato l’incidente probatorio richiesto dalla difesa di Yassin Hassen Amri: il procedimento prosegue verso l’udienza preliminare

l gip di Perugia Giorgio Margheri ha respinto la richiesta di una nuova perizia sull’omicidio di Hekuran Cumani, il 23enne di Fabriano morto nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 2025 dopo essere stato colpito al torace durante una lite avvenuta nel parcheggio del 110Dieci caffè. La richiesta era stata presentata dall’avvocato Vincenzo Bochicchio, difensore di Yassin Hassen Amri, accusato dalla Procura di Perugia di essere l’autore del fendente mortale. Ne riferisce il Corriere dell’Umbria

Il giudice ha ritenuto non necessario disporre un incidente probatorio, stabilendo che gli accertamenti tecnici già effettuati nel corso delle indagini siano sufficienti. La decisione arriva mentre il procedimento si avvicina alla fase dell’udienza preliminare, fissata per giovedì, nella quale saranno valutate le richieste delle parti.

La difesa chiedeva nuovi accertamenti sul delitto

La richiesta avanzata dalla difesa di Amri puntava a riaprire alcuni aspetti della ricostruzione investigativa attraverso una nuova valutazione tecnica. L’obiettivo era approfondire diversi elementi, tra cui le caratteristiche della lama ritenuta compatibile con la ferita mortale, la posizione reciproca tra vittima e presunto aggressore e la compatibilità tra il coltello recuperato nel Tevere e il colpo che ha causato la morte del giovane.

Tra gli ulteriori approfondimenti richiesti figuravano anche nuovi esami genetici sui reperti e una valutazione complessiva sulla compatibilità della dinamica dell’aggressione con l’attribuzione del colpo letale ad Amri.

La richiesta si basava anche sulla consulenza della criminologa Roberta Bruzzone, incaricata dalla difesa di analizzare gli elementi disponibili e mettere in discussione alcuni passaggi della ricostruzione accusatoria.

Per il gip non ci sono elementi che rendano necessario un nuovo esame

Nell’ordinanza, il gip Margheri ha riconosciuto che la richiesta di incidente probatorio fosse astrattamente proponibile anche nella fase dell’udienza preliminare, ma ne ha escluso la fondatezza nel caso specifico.

Secondo il giudice, non esisterebbe un rischio concreto di perdita o modifica irreversibile delle prove, condizione che può rendere necessario un nuovo accertamento anticipato. Gli esami già svolti, infatti, risultano completati e documentati.

In particolare, il provvedimento evidenzia che gli accertamenti medico-legali e genetici sono già stati eseguiti integralmente, mentre le tracce biologiche raccolte sono state analizzate e conservate secondo le procedure previste.

Per il gip, quindi, non sarebbe emersa la necessità di ulteriori verifiche tecniche per preservare elementi probatori destinati a non essere più disponibili.

La richiesta avrebbe riguardato una rivalutazione delle prove già raccolte

Un altro punto centrale della decisione riguarda la finalità dell’istanza presentata dalla difesa. Secondo il giudice, la richiesta non sarebbe stata orientata all’acquisizione di nuovi dati tecnici, ma piuttosto a una rilettura complessiva del materiale investigativo già raccolto durante le indagini.

Nell’ordinanza viene sottolineato che uno dei quesiti posti dalla difesa, relativo alla compatibilità della dinamica dell’aggressione con l’attribuzione del colpo mortale ad Amri, avrebbe mostrato la reale finalità della richiesta.

Secondo il gip, una valutazione di questo tipo finirebbe per coinvolgere aspetti che appartengono alla decisione giudiziaria e non al ruolo del perito. La perizia, infatti, non può sostituirsi al giudice nell’attribuzione delle responsabilità penali.

Le accuse e il prossimo passaggio giudiziario

Per la Procura di Perugia, titolare del fascicolo con la pm Gemma Miliani, sarebbe stato Yassin Hassen Amri a colpire mortalmente Hekuran Cumani durante la lite scoppiata per motivi ritenuti futili.

Le precedenti valutazioni medico-legali avevano indicato la compatibilità del coltello individuato dagli investigatori con la ferita riportata dalla vittima. Gli accertamenti avevano inoltre evidenziato che il colpo sarebbe stato inferto con una forza significativa.

In vista dell’udienza preliminare saranno presenti, oltre ad Amri, anche gli altri quattro indagati coinvolti nel procedimento: Mohamed Abid, Arianna Agazzi, Obinna Elia Anthony Nweke e lo stesso Amri per ulteriori contestazioni.

I reati contestati agli altri soggetti riguardano ipotesi collegate alla stessa notte di violenza, tra cui porto abusivo di armi, minacce aggravate e lesioni personali gravi. Le parti coinvolte stanno definendo le rispettive strategie in vista del prossimo appuntamento davanti all’autorità giudiziaria.

Redazione

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