La Regione Umbria cambia modello nella gestione dei rifiuti e abbandona definitivamente l’ipotesi del nuovo inceneritore previsto dalla precedente programmazione. Come riportato da Umbria 24, la Giunta regionale ha preadottato la proposta di revisione del Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti, introducendo un sistema definito più “elastico”, basato sul recupero di materia, sulla produzione di Css (Combustibile solido secondario) e sull’efficienza degli impianti esistenti.
L’obiettivo è allineare la gestione regionale alle direttive europee sull’economia circolare, puntando sulla riduzione dei rifiuti destinati allo smaltimento finale e sul massimo recupero delle frazioni riciclabili.
Addio all’inceneritore, spazio a un modello flessibile
La nuova strategia supera il modello incentrato su un grande impianto di combustione. Secondo la Regione, il sistema basato sull’inceneritore avrebbe richiesto flussi costanti di rifiuti e determinate caratteristiche del materiale per garantire equilibrio economico e operativo.
Il nuovo approccio punta invece su un sistema adattabile, nel quale la quota di rifiuto non recuperabile viene trasformata in Combustibile solido secondario e indirizzata verso impianti industriali già esistenti, come cementifici e centrali termoelettriche.
Il Css, composto principalmente da materiali ad alto potere calorifico come plastica, tessili e carta derivati dal trattamento dei rifiuti urbani, potrà sostituire combustibili fossili contribuendo alla decarbonizzazione.
Gli obiettivi: 80% di raccolta differenziata entro il 2030
Il piano regionale stabilisce obiettivi precisi:
- raggiungere l’80% di raccolta differenziata entro il 2030;
- ridurre il conferimento in discarica al 10% entro il 2035;
- portare il rifiuto residuo sotto i 100 chilogrammi per abitante entro il 2030.
La strategia prevede due fasi: una prima fase di mantenimento dell’attuale assetto per garantire continuità ai servizi e una seconda, prevista dal 2029, con impianti maggiormente specializzati nella produzione di materie prime seconde e Css.
Ponte Rio, il ruolo dell’impianto per pannolini e prodotti assorbenti
Uno degli interventi considerati strategici riguarda l’impianto per il trattamento dei prodotti assorbenti per la persona (Pap) previsto a Ponte Rio.
La struttura, finanziata con fondi PNRR, avrà una capacità di circa 5 mila tonnellate annue. L’impianto è considerato rilevante perché pannolini e prodotti simili rappresentano circa il 12% del rifiuto urbano residuo.
Intercettare questa frazione consentirebbe di ridurre in modo significativo la quantità di materiale destinata alla fase finale del ciclo dei rifiuti.
Costi di gestione e superamento della frammentazione
Nel 2025 l’Umbria ha prodotto poco meno di 466 mila tonnellate di rifiuti urbani. La Regione evidenzia però che l’aumento rispetto agli anni precedenti è legato soprattutto a modifiche normative che hanno riclassificato come urbani alcuni flussi provenienti dalle attività produttive.
La produzione domestica, al netto di questi cambiamenti, risulta stabile o in leggero calo.
Resta però il tema dei costi: l’Umbria registra una spesa media pro capite per la gestione dei rifiuti tra le più alte d’Italia, pari a circa 265 euro annui, contro una media nazionale di circa 214 euro.
La revisione del Piano punta anche a ridurre questo divario attraverso una gestione più efficiente dell’ambito unico regionale, superando la frammentazione organizzativa.
Nuovo sistema di controllo sulle performance
Il Piano introduce inoltre un nuovo indicatore chiamato soglia massima di rifiuto residuo, pensato per misurare l’efficacia delle politiche di prevenzione e riduzione.
Un ruolo importante sarà affidato agli impianti multifunzionali, in particolare quelli di Ponte Rio e Belladanza, che saranno potenziati e specializzati per il trattamento delle frazioni secche e organiche.
Le discariche esistenti saranno invece progressivamente ridimensionate: secondo la programmazione regionale, Sant’Orsola, Colognola e Pietramelina sono destinate alla chiusura e al successivo ripristino ambientale.
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