Siccità termica in Umbria, il caldo accelera la perdita delle risorse idriche

L’Autorità di bacino segnala una severità idrica ancora bassa, ma temperature elevate ed evaporazione pesano sul territorio. Resta critica la situazione del Trasimeno

In Umbria le piogge non sono mancate completamente, ma il caldo eccezionale e la forte evaporazione stanno facendo perdere acqua al territorio più rapidamente di quanto le precipitazioni riescano a reintegrarla. È il fenomeno della siccità termica, sul quale richiama l’attenzione Marco Casini, segretario generale dell’Aubac, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale.

Come riportato dall’edizione odierna del Corriere dell’Umbria, al momento, non esiste una situazione di emergenza: nella settimana dall’8 al 14 agosto la severità idrica dell’Umbria è rimasta classificata come bassa. A preoccupare maggiormente è il lago Trasimeno, sceso a metà agosto a un livello idrometrico di -1,91 metri.

Il caldo eccezionale cambia il ciclo dell’acqua

Il punto centrale non riguarda soltanto quanta pioggia cade, ma anche quanto rapidamente l’acqua viene persa per effetto delle temperature.

Al momento per l’Umbria non si registrano condizioni di emergenza: la severità idrica è classificata come bassa e le misure di gestione stanno reggendo. Tuttavia restano alcuni segnali che richiedono attenzione e monitoraggio”, evidenzia Casini.

Dopo un maggio caratterizzato da una situazione relativamente equilibrata, giugno ha registrato temperature superiori di 3,8 gradi rispetto alla media, mentre a luglio l’anomalia è stata di +3,3 gradi.

Le differenze tra Perugia e Terni risultano particolarmente evidenti durante il giorno. Nel capoluogo ternano sono state registrate 41 giornate con temperature superiori ai 35 gradi, contro le 33 di Perugia. A Terni il picco è stato di 39,8 gradi il primo agosto, mentre Perugia ha raggiunto i 38,1 gradi l’11 agosto.

Notti tropicali, Perugia e Terni quasi alla pari

Il confronto cambia analizzando le temperature notturne. Le cosiddette notti tropicali, nelle quali la minima rimane almeno a 20 gradi, sono state 58 a Terni e 57 a Perugia.

Considerando invece le notti con temperature minime di almeno 22 gradi, Perugia sale a 45 contro le 40 di Terni. Un dato che evidenzia la persistenza del calore anche dopo il tramonto nel capoluogo regionale.

Il quadro delle temperature diventa particolarmente importante nella valutazione delle risorse idriche perché il caldo aumenta l’evaporazione e modifica gli effetti delle precipitazioni sul territorio.

Temporali intensi ma poca acqua per le falde

A prima vista i dati pluviometrici potrebbero indicare una situazione meno problematica. Luglio ha infatti registrato un surplus regionale di precipitazioni del 28%, ma la distribuzione della pioggia è stata irregolare.

Una parte consistente delle precipitazioni è arrivata attraverso temporali intensi e concentrati. A Perugia, per esempio, il solo temporale del 26 luglio ha prodotto 53 millimetri di pioggia, quasi tre volte la quantità complessivamente registrata durante giugno.

Questa acqua, invece di filtrare scorre via rapidamente o evapora per le alte temperature”, spiega Casini.

La quantità totale di pioggia, quindi, non è sufficiente da sola a descrivere lo stato delle risorse idriche quando le precipitazioni si concentrano in eventi brevi e violenti.

Trasimeno a -1,91 metri, previsto un incontro a settembre

Il principale elemento di criticità strutturale resta il lago Trasimeno, che alla metà di agosto ha raggiunto un livello idrometrico di -1,91 metri.

Tra gli interventi previsti c’è l’immissione di acqua da Montedoglio, che secondo Casini potrà fornire un contributo ma non rappresenterà da sola una risposta sufficiente.

L’immissione di Montedoglio sarà certamente di aiuto, ma non basta e bisogna pensare anche ad altre soluzioni”, afferma il segretario generale dell’Aubac.

A settembre è previsto un incontro con la Regione per affrontare il tema. “Discuteremo proprio di ulteriori interventi e di nuovi studi, che anche noi finanzieremo, per individuare altre possibili forme di approvvigionamento e di immissione d’acqua nel lago”, aggiunge Casini.

Tevere in magra, ma la condizione si ripete da cinque anni

Meno preoccupante viene descritta la situazione dei corsi d’acqua. Il Tevere si trova in condizioni di magra, ma si tratta di uno scenario che si ripete ormai da cinque anni.

Secondo Casini questa condizione sta progressivamente assumendo i caratteri di una nuova normalità.

L’Autorità di bacino continua comunque a monitorare l’intero quadro regionale, che nell’aggiornamento relativo al periodo 8-14 agosto non mostra segnali di peggioramento della severità idrica.

Gli indicatori mostrano una siccità moderata nel lungo periodo

Per analizzare la siccità vengono utilizzati indicatori differenti. Lo SPI considera le precipitazioni, mentre lo SPEI tiene conto anche delle conseguenze delle temperature e dell’evaporazione.

Proprio quest’ultimo restituisce un quadro più problematico osservando un periodo prolungato. Lo SPEI a 24 mesi indica nel 2026 una situazione di siccità moderata e persistente, in particolare nel Perugino.

Una condizione che riduce la capacità del territorio di affrontare eventuali nuove fasi caratterizzate da precipitazioni insufficienti.

Il messaggio, dunque, è di attenzione ma non di allarme”, sottolinea Casini. “Oggi l’acqua c’è e la gestione tiene”, mentre le condizioni climatiche rendono più rilevanti il monitoraggio delle risorse e la programmazione degli interventi.

 

Redazione

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