Il Comune di Perugia ha approvato una variante ai lavori di recupero dell’acquedotto medievale, necessaria dopo alcune criticità emerse durante il cantiere. L’intervento, avviato nel novembre dello scorso anno e finanziato attraverso il meccanismo dell’Art Bonus con un investimento complessivo di 625 mila euro sostenuto dalla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, prevede opere aggiuntive per garantire una maggiore tutela della struttura storica. La nuova perizia consentirà di intervenire sulle murature e sulla pavimentazione, con il completamento dei lavori fissato per l’8 ottobre 2026.
Le criticità emerse durante il restauro dell’acquedotto
La variante approvata dall’amministrazione comunale si è resa necessaria dopo le verifiche effettuate durante le attività di recupero del monumento. I sopralluoghi condotti insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio hanno evidenziato alcune condizioni strutturali differenti rispetto a quanto previsto nella fase iniziale della progettazione.
In particolare, le analisi delle murature hanno rilevato la presenza di vuoti interni nelle pietre più profondi rispetto alle previsioni iniziali, rendendo necessario un intervento di consolidamento più accurato. Per garantire la stabilità della struttura saranno quindi potenziate alcune lavorazioni già previste, con attività di pulitura delle superfici, stilatura dei giunti e iniezioni di calce più profonde e mirate.
Le nuove operazioni permetteranno di preservare meglio il manufatto medievale, intervenendo direttamente sui punti che hanno mostrato maggiori esigenze di recupero.
Nuove soluzioni per la pavimentazione pedonale
La variante riguarda anche il percorso pedonale dell’acquedotto. Durante le verifiche è emersa la necessità di migliorare la protezione della struttura dagli agenti atmosferici, soprattutto per limitare il rischio di infiltrazioni d’acqua sugli archi e aumentare la resistenza agli sbalzi termici.
Per questo motivo è stata prevista la realizzazione di una nuova soletta armata sagomata a “schiena d’asino”, dotata di specifici giunti di dilatazione e guaine impermeabilizzanti. Questa soluzione consentirà una maggiore protezione della parte monumentale sottostante e una migliore gestione delle sollecitazioni provocate dalle variazioni climatiche.
Un cambiamento interesserà anche la pavimentazione visibile dai visitatori. Le precedenti lastre di porfido saranno sostituite con nuove pianelle in cotto realizzate a mano, considerate più coerenti con il contesto storico dell’acquedotto medievale.
L’aumento dei costi coperto dai fondi disponibili
Le modifiche approvate comporteranno un aumento del valore dell’intervento pari a circa 48 mila euro, corrispondente al 12% dell’importo contrattuale iniziale. L’incremento economico sarà però coperto attraverso le risorse già disponibili nel quadro finanziario dell’opera e le economie previste.
L’intervento non comporterà quindi ulteriori costi a carico delle casse comunali, permettendo di completare le lavorazioni aggiuntive senza modificare il finanziamento complessivo già stabilito.
I lavori sono stati affidati all’impresa Ingegner Antonio Pompa srl di Napoli, incaricata della realizzazione degli interventi di recupero sull’acquedotto medievale di Perugia.
Proroga del cantiere fino a ottobre 2026
Per consentire l’esecuzione completa delle nuove opere previste dalla variante, il Comune ha disposto una proroga di 30 giorni per la conclusione del cantiere. La nuova scadenza per la consegna dell’intervento è stata fissata all’8 ottobre 2026.
Il prolungamento dei tempi permetterà di completare tutte le attività di consolidamento e rifinitura necessarie, con particolare attenzione alla conservazione degli elementi storici dell’acquedotto e alla qualità delle soluzioni adottate.
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