“Questo bambino non lo voglio più”: prende a calci la pancia della compagna incinta

Braccialetto elettronico e allontanamento dalla casa familiare per un 25enne di Corciano

A Perugia il gip Margherita Amodeo ha disposto il braccialetto elettronico e l’allontanamento dalla casa familiare per un 25enne residente a Corciano, accusato di gravi episodi di violenza ai danni della ex compagna. Il provvedimento prevede anche il divieto di avvicinamento alla donna e ai luoghi da lei frequentati, dopo la ricostruzione degli inquirenti su una serie di maltrattamenti avvenuti nel corso della relazione.

Le accuse e la ricostruzione degli inquirenti

Secondo quanto emerso dalle indagini, la relazione tra i due sarebbe stata caratterizzata da violenze fisiche e verbali ripetute, culminate in episodi particolarmente gravi durante la gravidanza della donna. Uno degli episodi contestati risale al luglio 2025, quando la vittima, incinta del secondo figlio, sarebbe stata colpita con calci alla pancia al termine di un litigio.

Le minacce durante la convivenza

Sempre secondo l’accusa, la convivenza sarebbe stata segnata da continue pressioni e minacce. In più occasioni l’uomo avrebbe imposto alla donna di svolgere attività domestiche nonostante la gravidanza, accompagnando le richieste con frasi minacciose e denigratorie. In un contesto simile si inserirebbe anche la frase: “Io questo bambino non lo voglio più, è stato un errore”.

L’episodio di novembre e l’aggressione

Un ulteriore episodio contestato risale al novembre 2025, quando la donna sarebbe stata aggredita dopo essersi svegliata in ritardo. L’uomo l’avrebbe insultata e colpita con uno schiaffo, costringendola a rimanere fuori casa in pigiama sul pianerottolo. In quella circostanza avrebbe anche dichiarato che la sua famiglia approvava le violenze.

L’episodio più grave di giugno

Il fatto più grave contestato risale al 14 giugno scorso, quando, secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe reagito alla scoperta di una chat della donna con un altro conoscente. In quell’occasione avrebbe lanciato oggetti e un posacenere, colpendo la vittima con pugni al braccio e causandole lesioni guaribili in circa dieci giorni. Anche il nuovo frequentatore della donna sarebbe stato minacciato con frasi intimidatorie.

Le decisioni del gip

Il pubblico ministero ha contestato all’indagato i reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e minaccia aggravata, con l’aggravante dello stato di gravidanza della vittima. Il gip ha ritenuto sussistente il rischio di reiterazione delle condotte e ha disposto le misure cautelari.

Nei giorni scorsi l’uomo, assistito dall’avvocato Marco Gentili, non si è presentato all’interrogatorio di garanzia davanti al giudice.

Redazione

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