Sicurezza sul lavoro, a Perugia nasce l’Osservatorio provinciale

Avviato in Prefettura il nuovo organismo con sindacati, istituzioni e associazioni datoriali. La Cisl chiede di trasformare il confronto in un Protocollo operativo con obiettivi verificabili

Nasce a Perugia l’Osservatorio provinciale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con l’obiettivo di trasformare il confronto tra istituzioni, sindacati e imprese in interventi concreti contro gli infortuni.

La prima riunione si è svolta venerdì 6 novembre in Prefettura, alla presenza del prefetto Paolo Caneparo e del suo staff, delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl e delle principali associazioni datoriali e di categoria, tra cui Confindustria, Confapi, Cna e Confartigianato.

«Non un altro tavolo di confronto»

Uno dei punti condivisi durante l’incontro riguarda la necessità di evitare che il nuovo organismo si trasformi in un ulteriore luogo di discussione senza conseguenze operative.

La gravità degli infortuni sul lavoro, compresi quelli mortali, richiede infatti strumenti concreti, obiettivi misurabili e interventi verificabili.

La Cisl ha ricordato che sul territorio esistono già accordi, intese e protocolli dedicati alla sicurezza. Questi strumenti, secondo il sindacato, possono rappresentare una base di partenza, ma devono essere aggiornati alla luce delle trasformazioni del mondo del lavoro e soprattutto applicati concretamente.

Le cinque priorità indicate dalla Cisl

Nel corso della riunione la Cisl Umbria ha individuato cinque direttrici sulle quali concentrare l’attività dell’Osservatorio.

La prima riguarda la partecipazione dei lavoratori.

Secondo il segretario regionale della Cisl Umbria Giuliano Bicchieraro, la sicurezza non può essere considerata soltanto una questione tecnica. I lavoratori devono essere coinvolti nelle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività, perché proprio nell’organizzazione del lavoro possono determinarsi condizioni di rischio.

Tutti i soggetti coinvolti nella prevenzione

La seconda priorità è il rafforzamento della collaborazione tra istituzioni, imprese, sindacati, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e tutti gli altri soggetti coinvolti nella prevenzione.

L’obiettivo è costruire una rete nella quale responsabilità e competenze possano essere condivise e coordinate, evitando interventi isolati.

Formazione direttamente nei luoghi di lavoro

Il terzo punto riguarda la formazione.

La Cisl chiede di superare un modello concentrato prevalentemente sulle attività in aula, aumentando invece la presenza formativa direttamente nei luoghi di lavoro.

Particolare attenzione viene riservata anche ai near miss, cioè ai mancati infortuni. La loro raccolta e analisi sistematica può consentire, secondo il sindacato, di individuare situazioni pericolose prima che si trasformino in incidenti.

La tecnologia come strumento di prevenzione

La quarta proposta riguarda l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Secondo Bicchieraro, l’innovazione può contribuire a ridurre la fatica fisica, migliorare le condizioni operative e mantenere elevata la percezione del rischio.

Gli strumenti tecnologici possono inoltre essere utilizzati per ridurre gli effetti dei momenti di calo dell’attenzione che possono verificarsi durante lo svolgimento delle attività lavorative.

Sicurezza già a scuola

L’ultima direttrice indicata dalla Cisl riguarda l’educazione alla sicurezza nelle scuole.

Il sindacato propone di inserire stabilmente la cultura della salute e della prevenzione nei percorsi scolastici, privilegiando però attività laboratoriali ed esperienziali.

L’obiettivo è coinvolgere direttamente gli studenti e sviluppare fin dall’età scolastica una maggiore consapevolezza dei rischi e dell’importanza della prevenzione.

Verso un Protocollo operativo provinciale

La riunione si è conclusa con l’impegno della Prefettura a predisporre un primo documento di sintesi dei contributi raccolti durante l’incontro.

Il documento dovrebbe rappresentare la base per arrivare alla definizione di un vero e proprio Protocollo operativo provinciale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per la Cisl, l’Osservatorio potrà quindi rappresentare un’opportunità concreta soltanto se il confronto sarà accompagnato da responsabilità condivise, impegni precisi e risultati misurabili.

La sicurezza, sottolinea il sindacato, deve essere praticata ogni giorno e non soltanto dichiarata dopo un incidente.

 

Redazione

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