Umbria, 3,7 milioni ai comuni dai canoni idroelettrici

La Regione assegna le risorse del 2026 a 13 territori per interventi su sport, turismo, infrastrutture e riqualificazione urbana

Palazzo Donini sede giunta regione umbria

L Giunta regionale dell’Umbria ha approvato il riparto delle risorse derivanti dai canoni di concessione per le grandi derivazioni idroelettriche per l’annualità 2026. Lo stanziamento complessivo ammonta a 3.697.000 euro e sarà destinato a 13 comuni umbri che ospitano grandi impianti idroelettrici, con l’obiettivo di sostenere interventi di sviluppo territoriale, valorizzazione ambientale e riqualificazione delle infrastrutture locali.

La delibera è stata approvata su proposta dell’assessore regionale all’Ambiente e all’Energia Thomas De Luca e attua quanto previsto dalla Legge Regionale n. 1 del 6 marzo 2023. Le risorse saranno assegnate ai territori interessati dalla presenza degli impianti sulla base della popolazione residente al 1° gennaio 2026, con una distribuzione pensata per sostenere diversi ambiti di intervento.

Il Comune che riceverà la quota più consistente sarà Terni, con un finanziamento complessivo di 2.481.134,09 euro, seguito da Orvieto con 444.807,34 euro e Narni con 411.514,50 euro. La maggiore disponibilità destinata ai tre territori deriva principalmente dal loro maggiore peso demografico rispetto agli altri comuni coinvolti.

Le risorse complessive saranno suddivise in quattro principali aree strategiche. Una quota di 1,85 milioni di euro sarà destinata alle politiche giovanili e allo sport, mentre 647 mila euro saranno utilizzati per interventi legati allo sviluppo del turismo. Altri 600 mila euro saranno destinati all’assetto del territorio e all’urbanistica e ulteriori 600 mila euro alla viabilità e alle infrastrutture stradali.

I comuni beneficiari individuati dalla Regione sono Alviano, Arrone, Baschi, Cerreto di Spoleto, Ferentillo, Narni, Norcia, Orvieto, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Terni e Vallo di Nera.

Nel dettaglio, oltre alle risorse assegnate a Terni, Orvieto e Narni, gli altri finanziamenti prevedono 102.703,52 euro per Norcia, 59.394,81 euro per Baschi, 58.460,92 euro per Arrone, 41.254,19 euro per Ferentillo, 30.771,37 euro per Alviano, 22.436,48 euro per Cerreto di Spoleto, 15.829,27 euro per Preci, 11.440,04 euro per Sant’Anatolia di Narco, 9.852,44 euro per Scheggino e 7.401,03 euro per Vallo di Nera.

“Con questo atto garantiamo una reale ed equa restituzione di risorse a quei territori che da decenni contribuiscono in modo decisivo alla produzione energetica regionale – ha dichiarato l’assessore Thomas De Luca –. Non si tratta di una semplice ripartizione tecnica, ma di una scelta politica precisa: trasformare il canone idroelettrico in un volano di sviluppo sostenibile, potenziando lo sport, il turismo e le infrastrutture locali”.

Secondo l’assessore regionale, l’obiettivo è consentire ai sindaci di programmare interventi strutturali attesi da tempo e migliorare la qualità della vita delle comunità interessate. “È un atto di giustizia territoriale che permette ai sindaci di programmare interventi strutturali attesi da tempo, migliorando la qualità della vita dei cittadini umbri”, ha aggiunto De Luca.

La Regione ha inoltre annunciato che dal prossimo anno il metodo di ripartizione dei fondi cambierà, introducendo maggiore flessibilità per permettere ai comuni una gestione più ampia delle risorse disponibili.

L’assegnazione definitiva dei finanziamenti non è però ancora automatica. I comuni interessati dovranno infatti presentare agli uffici regionali programmi o progetti ritenuti idonei entro il 31 agosto 2026. Successivamente sarà avviata la fase di valutazione dell’ammissibilità da parte delle strutture competenti, tra cui il Servizio Coordinamento PNRR e il Servizio Infrastrutture per la mobilità.

Le risorse provenienti dai canoni delle grandi derivazioni idroelettriche rappresentano quindi uno strumento per restituire ai territori parte del valore generato dalla produzione energetica, finanziando interventi destinati a incidere su servizi, attrattività turistica e qualità degli spazi pubblici.

Redazione

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