È arrivato in Umbria il primo ETR 108, segnando un passaggio atteso da anni per il sistema dei trasporti regionali e per i pendolari diretti verso Roma. L’annuncio è stato dato dall’assessore regionale ai Trasporti Francesco De Rebotti, che ha confermato l’avvio delle corse di pre-esercizio dalla prossima settimana, prima dell’entrata in servizio commerciale.
Secondo quanto comunicato, entro breve sono attesi altri tre convogli, con la progressiva consegna dell’intera flotta composta da dodici treni regionali da 200 chilometri orari, destinati a potenziare i collegamenti ferroviari dell’Umbria.
L’introduzione dei nuovi treni rappresenta un intervento strategico per migliorare i collegamenti tra la regione e la capitale, consentendo ai convogli regionali di utilizzare la Direttissima Firenze-Roma ed evitando il transito sulla linea lenta, con un impatto diretto sui tempi di percorrenza. L’arrivo di questo treno non risolve però il problema delle sempre minori tratte destinate ai pendolari, che rischiano di pagare un conto ancora più salato ai ritardi e rispetto ad una infrastruttura debole ma soprattutto rispetto ad un territorio fortemente penalizzato dopo la delibera dell’Autorità regionale dei trasporti che toglie ancora tratte ai treni a normale percorrenza per metterli al servizio delle tratte commerciali dei player stranieri.
La vicenda legata agli ETR 108 si è però sviluppata nel corso di diversi anni. I treni erano stati ordinati dalla Regione nel 2019, ma la realizzazione ha subito un rallentamento significativo a causa di un contenzioso amministrativo legato alla gara di aggiudicazione, con conseguenti ritardi rispetto alle tempistiche inizialmente previste.
L’arrivo del primo convoglio viene ora considerato un passaggio decisivo per il futuro della mobilità ferroviaria umbra, soprattutto in un contesto in cui cresce l’attenzione dei pendolari per la gestione della linea Firenze-Roma e per il rischio di una maggiore congestione legata all’alta velocità.
I nuovi treni sono stati progettati per raggiungere i 200 km/h, caratteristica che consente di mantenere competitivi i collegamenti regionali anche nell’utilizzo della Direttissima, contribuendo a ridurre i tempi di viaggio e a migliorare la qualità complessiva del servizio ferroviario.
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