L’Assemblea dei soci di Sviluppumbria ha approvato il Piano industriale triennale 2026-2028 insieme al piano annuale 2026 e al relativo budget, segnando un passaggio strategico per il futuro della società partecipata della Regione Umbria. La decisione è arrivata a Perugia il 14 gennaio, in un momento chiave per la programmazione economica regionale, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di Sviluppumbria come strumento operativo di supporto allo sviluppo economico, alla competitività delle imprese e alla valorizzazione dei territori.
All’apertura dei lavori ha preso parte la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, collegata da Roma, che ha ribadito la volontà dell’amministrazione regionale di confermare e rilanciare la missione della partecipata, riconoscendone il valore strategico per il sistema economico umbro. Presente in Assemblea anche l’assessore regionale Simona Meloni, con deleghe al PNRR, politiche agricole e agroalimentari, montagna e aree interne, parchi e laghi, turismo e sport, a testimonianza della centralità del nuovo piano per più ambiti di intervento regionale.
L’approvazione del documento programmatico assume un significato particolare perché si tratta della prima Assemblea dei soci con la nuova governance, guidata da Luca Ferrucci, nominato Amministratore unico di Sviluppumbria nel maggio 2025. L’avvio del nuovo ciclo di pianificazione rappresenta quindi l’inizio di una fase improntata a visione strategica, maggiore efficacia operativa e capacità di risposta a un contesto economico e geopolitico in continua evoluzione.
Il Piano triennale 2026-2028 individua linee di intervento integrate e chiare, mettendo al centro strumenti innovativi e flessibili a sostegno delle imprese umbre, con l’obiettivo di rafforzarne la competitività sui mercati nazionali e internazionali. Accanto a questo asse prioritario, il piano dedica ampio spazio ai progetti strategici per il territorio, focalizzati sull’attrattività regionale e sulla valorizzazione delle risorse locali, oltre a iniziative rivolte alle famiglie umbre e ai cittadini, con misure orientate a inclusione sociale, educazione, sport e welfare.
Dal punto di vista economico-finanziario, in un quadro di attenzione al contenimento dei costi e al risparmio di risorse pubbliche, il budget 2026 evidenzia un risultato positivo, con un utile pari a 14.520 euro, coerente con la natura di società pubblica orientata al sostanziale equilibrio economico e finanziario. Il dato si accompagna a un valore della produzione pari a 9.319.540 euro, che conferma la dimensione operativa dell’agenzia regionale.
«Sviluppumbria rappresenta per la Regione Umbria un partner strategico e imprescindibile per accompagnare le politiche di sviluppo economico e di attrattività del territorio», ha dichiarato l’assessore Simona Meloni, sottolineando come l’approvazione del piano triennale segni «l’avvio di una fase importante» in cui rafforzare la collaborazione, in particolare sui temi del turismo, della promozione integrata e del sostegno alle imprese. Meloni ha evidenziato l’obiettivo di rendere sempre più efficaci le azioni a favore dei territori, delle aree interne e delle filiere produttive, puntando su una sinergia solida tra Regione e partecipata.
Anche l’Amministratore unico Luca Ferrucci ha rimarcato il valore strategico del nuovo corso. «Nel 2026 Sviluppumbria, seguendo le indicazioni della Regione Umbria, amplierà la collaborazione con il mondo delle imprese e il dialogo con le istituzioni e i territori», ha spiegato, indicando come prioritaria la costruzione di un partenariato pubblico-privato sempre più ampio ed efficace. In un contesto di crescente complessità, l’obiettivo è quello di mettere a disposizione del territorio tutte le opportunità offerte a livello regionale, nazionale ed europeo.
Tra le attività chiave previste dal piano figurano il sostegno alle start up ad alto contenuto innovativo, l’attrazione di investitori produttivi e talenti, il potenziamento dei percorsi di internazionalizzazione delle imprese e delle filiere strategiche regionali, oltre alla valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale. Centrale anche il rilancio del commercio, la rigenerazione urbana nei centri storici, nei piccoli borghi e nelle aree interne, così come la promozione turistica integrata e l’organizzazione di eventi turistici di rilievo nazionale e internazionale, a partire dal turismo lento e dal centenario Francescano del 2026.