“Vota questa bimba al saggio di danza”. E perdi whatsapp: la truffa a Perugia

Un link apparentemente innocuo può far perdere l’account: l’invito è a diffidare anche dei messaggi provenienti da contatti conosciuti

Sta circolando da diverse settimane su WhatsApp una nuova modalità di raggiro, ribattezzata “truffa della ballerina”, che ha spinto la Polizia postale a lanciare un appello alla massima prudenza. Il fenomeno riguarda utenti di tutta Italia e, seppur con numeri al momento contenuti, ha già fatto registrare segnalazioni anche nel territorio di Perugia, dove le autorità monitorano la situazione e invitano i cittadini a non cliccare su link sospetti, nemmeno quando il messaggio proviene da un contatto presente in rubrica.

La truffa si presenta in modo semplice e apparentemente innocuo. L’utente riceve su WhatsApp un messaggio che invita a cliccare su un link per sostenere una bambina iscritta a un concorso di danza. Il testo fa leva su sentimenti positivi come la solidarietà e l’aiuto ai più piccoli, spingendo la vittima ad agire senza riflettere. In realtà, dietro quel collegamento si nasconde un meccanismo fraudolento che consente ai truffatori di prendere immediatamente il controllo dell’account WhatsApp di chi clicca.

A spiegare le conseguenze è il commissario Giovannelli della Polizia postale di Perugia, che chiarisce come il danno sia immediato: “Se la vittima clicca sul link perde subito l’accesso al proprio account WhatsApp”. Una volta sottratto l’account, i criminali informatici possono avviare una serie di attività illecite, sfruttando l’identità digitale della persona colpita e la fiducia dei suoi contatti.

Tra le pratiche più comuni messe in atto dagli hacker c’è lo spamming, con l’invio automatico di ulteriori messaggi truffa a tutti i contatti presenti nella rubrica della vittima, contribuendo così a diffondere rapidamente il raggiro. Ma i rischi non si fermano qui. L’accesso all’account può consentire anche di entrare in possesso di dati personali e sensibili, documenti condivisi nelle chat e, nei casi più gravi, persino dei codici di recupero di altri account online.

Il pericolo aumenta ulteriormente se l’utente ha attivato l’autenticazione a due fattori collegata ad altri servizi. In questi casi, spiegano gli investigatori, i truffatori possono tentare di compromettere ulteriori profili digitali, ampliando l’impatto dell’attacco ben oltre WhatsApp. Un singolo clic, quindi, può trasformarsi in una violazione estesa della sicurezza personale online.

Per quanto riguarda il territorio umbro, la situazione è al momento sotto controllo. “A Perugia abbiamo ricevuto solo un paio di segnalazioni e qualche denuncia, ma non in numero rilevante”, precisa il commissario Giovannelli. Nonostante ciò, la Polizia postale sottolinea come la bassa incidenza iniziale non debba abbassare la guardia, perché questo tipo di truffe tende a diffondersi rapidamente, sfruttando reti di contatti già esistenti.

Il punto più insidioso della “truffa della ballerina” è infatti la provenienza del messaggio. Spesso il link arriva da numeri conosciuti, appartenenti ad amici, familiari o colleghi, i cui account sono stati già compromessi. Proprio per questo, le autorità invitano a non fidarsi automaticamente dell’identità del mittente. “Diffidate sempre e verificate con la persona in questione – raccomanda la Polizia postale – anche se il messaggio arriva da qualcuno che conoscete, potrebbe trattarsi di un account già hackerato”.

La prevenzione, in questi casi, passa da comportamenti digitali consapevoli. Gli esperti ribadiscono alcune regole fondamentali: non cliccare su link di cui non si è certi, non inserire credenziali o codici ricevuti via messaggio e attivare sistemi di sicurezza aggiuntivi, come la verifica in due passaggi su WhatsApp. In caso di dubbio, è sempre consigliabile contattare direttamente il mittente attraverso un altro canale, per confermare l’autenticità della richiesta.

La diffusione di truffe come questa conferma come WhatsApp e le app di messaggistica siano diventate uno dei principali terreni di azione per i cybercriminali, che sfruttano la velocità delle comunicazioni e la fiducia tra utenti. La “truffa della ballerina” si inserisce in un filone già noto, ma aggiorna le tecniche di inganno con messaggi emotivamente coinvolgenti e difficili da ignorare.

L’attenzione delle forze dell’ordine resta alta e l’invito ai cittadini è chiaro: la prudenza è il primo strumento di difesa. Anche un gesto che sembra banale, come sostenere un concorso online, può nascondere una minaccia concreta alla sicurezza digitale.

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