Diamo linfa al bene: al via in Umbria la campagna per i beni confiscati alla mafia

Presentata a Perugia l’iniziativa promossa da Libera e Spi Cgil per chiedere al Governo di destinare il 2% del Fondo unico di giustizia al riuso sociale dei patrimoni sottratti alle mafie

È partita anche in Umbria, con una conferenza stampa tenutasi il 16 gennaio presso la Camera del lavoro di Perugia, la campagna nazionale “Diamo linfa al bene”, promossa dall’associazione Libera con il sostegno dello Spi Cgil, per sollecitare il Governo a destinare una quota del 2% del Fondo unico di giustizia al finanziamento dei progetti di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.

Attualmente nella regione oltre 70 beni risultano confiscati, ma solo due sono già stati affidati per finalità sociali: un terreno di circa 100 ettari a Pietralunga, un tempo nelle mani della ‘ndrangheta e ora gestito dalla cooperativa Pane&Olio, e un immobile ad Acquasparta, noto come Casa Biagetti, trasformato in appartamenti a canone calmierato per giovani e single con redditi bassi. Tuttavia, le lungaggini burocratiche e i costi di ristrutturazione spesso rappresentano un ostacolo al pieno recupero di questi beni.

A illustrare i dettagli dell’iniziativa sono stati Andrea Farinelli e Patrizia Venturini, segretari dello Spi Cgil Umbria, insieme a Brunetta Bellucci, responsabile del presidio Libera di Perugia, con la partecipazione dei segretari provinciali Fabrizio Fratini (Perugia) e Attilio Romanelli (Terni). L’obiettivo è dare voce a una vertenza pubblica, rivolta direttamente al Governo, affinché una minima parte del denaro sequestrato alle mafie venga reimpiegata per sostenere concretamente i progetti di restituzione sociale dei patrimoni illeciti.

Durante l’incontro, Bellucci ha ricordato come, a trent’anni dalla legge 109/1996, l’Italia abbia creato oltre 1.200 esperienze di riutilizzo sociale di beni mafiosi, trasformando luoghi di illegalità in spazi di inclusione e legalità. “Chiediamo che almeno il 2% del Fondo unico di giustizia venga destinato al riuso”, ha dichiarato, sottolineando il potenziale impatto positivo di tale misura sui territori colpiti dalla criminalità organizzata.

La campagna prevede la distribuzione di cartoline in tutta la regione, contenenti l’appello da inviare al Governo. Questa azione simbolica, ma capillare, mira a creare una pressione civile in grado di riportare l’attenzione politica sul tema dell’economia legale e del sostegno alle realtà sociali che operano per la legalità.

Venturini ha ribadito l’impegno storico dello Spi Cgil nella lotta contro le mafie, citando i tanti sindacalisti uccisi dalle organizzazioni criminali, e ha ricordato come la collaborazione con Libera duri da oltre 25 anni. “Un Paese civile non può tollerare un’economia parallela basata sull’illegalità”, ha detto, evidenziando la necessità di sostenere le organizzazioni a cui vengono affidati i beni confiscati, per evitare che questi tornino nelle mani sbagliate.

Diamo linfa al bene comune nasce dunque dall’urgenza di rendere realmente efficace la legge sul riutilizzo dei beni mafiosi, facilitando procedure e garantendo risorse economiche certe. Solo così sarà possibile trasformare i patrimoni sottratti alle mafie in strumenti di giustizia sociale, sviluppo e legalità per l’intera collettività.

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