A Todi si apre una fase delicata per il nido privato al centro di un’indagine per presunti maltrattamenti sui bambini. Da oggi, la maestra indagata – rimasta in servizio fino a venerdì nonostante l’informazione di garanzia ricevuta – non sarà più in classe. La decisione è stata comunicata in modo indiretto alle famiglie: sabato mattina i genitori hanno ricevuto via email la nuova pianta organica dell’asilo, da cui si evince l’assenza della docente. Nessuna nota ufficiale sull’inchiesta, né un confronto con i genitori, è stato invece annunciato.
Le accuse contestate
Secondo la procura di Spoleto, le maestre indagate – assistite dagli avvocati Simoni e Pepperosa – avrebbero messo in atto pratiche punitive e violente: bambini strattonati, lasciati legati ai passeggini con il volto rivolto al muro mentre piangevano, costretti a dormire in bagno o in terrazza, non cambiati nei pannolini. In un episodio, un piccolo sarebbe caduto dallo scivolo dopo essere stato tirato via con forza. Alcuni genitori avrebbero segnalato comportamenti anomali dei figli a casa, ritenendoli imitazioni delle condotte delle insegnanti.
Le reazioni delle famiglie
Le famiglie dei bambini iscritti – circa 23 nuclei già formalmente individuati come parti offese, ma il numero potrebbe salire – stanno valutando se intraprendere azioni legali individuali o collettive. Non mancano genitori che hanno scelto di trasferire i propri figli in altri asili già nei mesi scorsi, dopo le prime voci sull’inchiesta.
La posizione della cooperativa
La coordinatrice didattica della cooperativa che gestisce la struttura, contattata dal Corriere dell’Umbria, ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Intanto, è stata confermata anche la sostituzione di un’altra insegnante, dimessasi di recente per motivi apparentemente personali.
L’inchiesta
I carabinieri della compagnia di Todi, guidati dal capitano Giovanni De Liso, hanno notificato la conclusione delle indagini, aprendo la strada ai prossimi sviluppi giudiziari. Le difese delle due maestre si preparano a replicare punto per punto alle accuse, mentre cresce l’attesa delle famiglie per chiarimenti ufficiali da parte della struttura scolastica.