Caso Cogliandro, Perugia Volley risponde: “Rifiutate transazioni economiche, non è stata mai cacciata”

La società smentisce le dichiarazioni di Asia Cogliandro e chiarisce la propria posizione contrattuale e legale

La Black Angels Perugia Volley risponde con una nota ufficiale alle recenti dichiarazioni rilasciate da Asia Cogliandro, definite dalla società come “capziose, denigratorie e prive di fondamento”. Il chiarimento arriva dopo la pubblicazione di un articolo de La Stampa, che riportava la denuncia dell’atleta relativa al licenziamento legato alla sua gravidanza.

Nel comunicato, il club umbro puntualizza che non vi è stato alcun licenziamento, specificando che il contratto dell’atleta si è concluso naturalmente il 30 giugno 2025, come previsto. “Cogliandro è ora libera di scegliere il proprio futuro sportivo”, si legge nella nota, che sottolinea come tutta la documentazione contrattuale sia stata regolarmente inviata alla Lega Volley Femminile, la quale ha ritenuto corretto l’operato della società in sede di iscrizione al campionato di Serie A1.

Secondo quanto dichiarato dalla società delle Black Angels, la giocatrice avrebbe comunicato informalmente la sua gravidanza il 20 gennaio, senza presentare immediatamente alcuna certificazione medica. “Il presidente e il direttore sportivo hanno accolto la notizia, interrompendo ogni attività fisica dell’atleta per tutelarne la salute e la privacy”, spiega il club, che precisa di aver mantenuto il massimo riserbo per rispetto della sfera personale della giocatrice.

Solo nel mese di marzo, a seguito di una pec inviata al procuratore dell’atleta, è arrivato il certificato medico che attestava lo stato di gravidanza. In mancanza di una normativa chiara sulla gestione della maternità nei contratti sportivi, la società afferma di aver avviato un confronto per cercare un accordo: “Abbiamo proposto di versare all’atleta l’80% dell’ingaggio, integrabile tramite il fondo di gravidanza dell’INPS e della Fipav”, spiega la nota, ma la proposta non è stata accettata dalla giocatrice.

Di conseguenza, la società ha riconosciuto a Cogliandro il 60% degli emolumenti, relativi al periodo di effettiva attività sportiva svolta fino a gennaio 2025. “Inoltre – aggiunge il club – le è stata lasciata la possibilità di continuare a utilizzare l’alloggio, che ha deciso autonomamente di lasciare. Nessuna richiesta di rimborso affitti è stata mai avanzata da parte nostra”.

La società nega anche qualsiasi tipo di pressione psicologica nei confronti della giocatrice: “Respingiamo categoricamente ogni accusa di aver influito sulla sua passione per la pallavolo”, si legge. La Black Angels smentisce inoltre che siano state ricevute proposte ufficiali da parte dell’atleta per incarichi alternativi, come la gestione dei social media o ruoli d’ufficio.

Dal punto di vista fiscale e normativo, la Black Angels dichiara di aver regolarmente versato i contributi previdenziali legati alla maternità, in conformità alla recente riforma del lavoro sportivo.

La società, attiva da anni nella pallavolo femminile di alto livello, afferma infine che “si tutelerà nelle sedi opportune per difendere l’immagine del club, del presidente e del direttore sportivo”, e auspica che questo episodio serva a “stimolare un confronto normativo sulla tutela della maternità nello sport professionistico”.

In chiusura, la società rivolge comunque un messaggio personale all’atleta: “Nonostante le dichiarazioni non veritiere, auguriamo ad Asia Cogliandro il meglio, sia nella vita privata che nella carriera sportiva”.

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