“Per il coraggio nella battaglia dei diritti civili”, così il Comune di Perugia ha motivato la consegna del baiocco d’oro, la massima onorificenza cittadina, a Laura Santi, giornalista da tempo affetta da sclerosi multipla e protagonista di una strenua lotta per la libertà di scelta sul fine vita.
Durante una cerimonia toccante, la sindaca Vittoria Ferdinandi ha consegnato a Santi una pergamena che riconosce il suo impegno a favore di una società più giusta e inclusiva. “L’Amministrazione comunale, con profonda stima e gratitudine, a Laura Santi per il coraggio nella battaglia dei diritti civili che negli anni ha portato avanti con determinazione, per una società laica e libera. Per l’impegno che riesce a dare ogni giorno alla comunità con grinta e generosità”, recita il testo ufficiale.
La prima cittadina ha poi espresso parole forti e cariche di significato: “Questo non è più il tempo per l’ambiguità: la politica deve prendere una posizione chiara senza rimanere sorda davanti al dolore degli altri, perché ciò significherebbe perdere sostanza ed il compito di servizio verso l’umano. Con la tua battaglia hai provato a consegnarci una città ed una società più libere, umane, dignitose e laiche”.
Ferdinandi ha voluto sottolineare anche il valore simbolico della testimonianza di Santi, affermando: “La vita non è un mero insieme di organi. La vita è qualcosa di molto più grande, come Laura ci ha testimoniato. Le istituzioni oggi non possono più nascondersi di fronte a tutto questo e devono riconoscere appieno i diritti inviolabili previsti dalla Costituzione, compreso quello della laicità dello Stato”.
Nel suo intervento, Laura Santi ha risposto con umiltà e riconoscenza, affermando: “Si è sbagliata. Io non ho fatto niente; per questo il baiocco d’oro, che dovrebbe essere collettivo, oggi lo meriterebbero in tanti”. Ha poi rivolto un pensiero particolare al marito Stefano, definendolo “un eroe civile ma un fantasma per lo Stato”, ricordando il suo costante supporto. Un ringraziamento è andato anche all’associazione Luca Coscioni, che l’ha accompagnata in questo percorso, e a tutti coloro che le sono stati vicini: “E infine tutti voi per il sostegno e l’amore che mi avete dedicato”.