Beatriçe Gjergij dall’Humus Festival all’Eurovision 2025 con gli Shkodra Elektronike: “Orgoglio di Magione”

La cantante in gara per l'Albania, oggi residente in Veneto, è stata per oltre 10 anni nella scuola Doremilla del comune lacustre, prima come studente, poi come dirigente ed animatrice del celebre festival indipendente. Ma anche il progetto attuale è nato di fatto in Umbria

Dai palchi dell’Umbria al palco più importante d’Europa, quello dell’Eurovision Song Contest. L’Umbria e Magione si preparano il prossimo 13 Maggio a fare il tifo non soltanto per Lucio Corsi – che rappresenterà l’Italia – e Gabry Ponte, in concorso per San Marino, ma anche per Beatriçe Gjergij, voce principale del suo Shkodra Elektronike, che rappresenterà l’Albania col brano “Zjerm”. L’Albania è la terra di origine della cantautrice, 34 anni, ma l’Umbria è nel suo cuore perchè qui ha vissuto per oltre 10 anni, prima di trasferirsi nel 2020 in Cadore, dove ora vive col marito musicista.

Sul palco della St.Jakobshalle di Basilea, sede dell’Eurovision 2025, Shkodra Elektronike ci arrivano grazie alla vittoria, lo scorso dicembre al Festivali i Këngës, il “Sanremo d’Albania”, uno dei festival più antichi d’Europa (fu fondato nel 1961 dal dittatore Enver Hoxha) e oggi il solo oltre a Sanremo dove gli artisti cantano con l’orchestra. Dal 2004, anno del debutto del Paese delle Aquile all’Eurovision, è abbinato alla scelta dell’artista per la kermesse europea

Il legame con l’Umbria di Beatriçe Gjergij è fortissimo: “Sono arrivata nel 1997,  quando avevo 6 anni, con la mia famiglia a Brindisi. Abbiamo vissuto in tendopoli lì per sei mesi, siamo sbarcati come gli immigrati di quegli anni raccontati sui giornali. Dopo un altro paio di mesi a Brescia ci siamo stabiliti  a Magione. La mia famiglia è ancora tutta lì, ho tanti amici, perché  lì ho fatto tutte le scuole e sono cresciuta. Ho fatto vari lavori: all’inizio come cameriera, poi quello più importante in un’azienda tessile a Corciano”.

Lavoro e musica, sempre. A 16 anni la sua passione è iniziata al Doremilla, la scuola di musica di Magione: “Beatriçe è stata nostra allieva  – spiega Giovanni Tarquini, presidente dell’associazione Doremilla – poi è entrata a far parte del consiglio direttivo e del comitato operativo della scuola ed è stata una delle animatrici dell’Humus Music Fest, il festival di musica indipendente da noi organizzato: Beatriçe ne è stata una delle principali menti. Per noi è stata una presenza umana ed artistica importante”. Naturalmente per lei c’è stata anche l’esperienza con diversi gruppi alt-rock, edm e post techno  umbri, ultimo dei quali i Lstcat,

La famiglia di Beatriçe Gjergij vive ancora a Magione. Una famiglia nel segno dell’arte e della moda. Da parte paterna infatti sono tutti musicisti e cantanti: “Mio padre è un bravissimo cantautore – spiega – Suo zio paterno è stato il più importante cantante popolare dell’albania, il suo nome era Bik Ndoja (Ludovik Gjergji, all’anagrafe) e veniva chiamato “l’usignolo dei Balcani” per la sua incredibile capacità di cantare e reinventare un antico canto melismatico originario di Scutari, lo jare”.

Dal lato materno invece prevale la moda: la madre è modellista e stilista (“come mia nonna e mia zia, che perà vivono a New York”, dice Beatriçe) e anche in quella vittoria al festival albanese c’è un pezzo d’Umbria: “Mia madre è la creatrice dei costumi di Shkodra Elektronike dall’inizio, in particolare degli abiti che indosso io, ma ha cucito anche molti capi che indossa Kole, tra cui gli abiti che abbiamo indossato al Festivali i Kenges”, spiega.

Kole Laça è l’altro pezzo del duo, anche lui arrivato in Italia da molto tempo (precisamente nel 1992) per studiare scienze politiche e nel tempo diventato uno dei chitarristi rock più apprezzati, tanto da essere stato parte fino allo scioglimento, del Teatro degli Orrori, uno dei progetti alternative rock più interessanti della scena italiana. Oggi hanno entrambi il passaporto italiano oltre a quello albanese.

Proprio l’Umbria e il Teatro degli Orrori hanno visto nascere il progetto Shkodra Elektronike: ” Il nostro primo incontro è avvenuto a Foligno ad una tappa del tour del Teatro degli Orrori, nel 2019, però in realtà ci seguivamo online da tempo. Avevo trovato su YouTube che aveva realizzato la cover di un vecchio brano scutarino, Turtulleshë. Mi piaque molto e così ho cercato di contattarlo con un messaggio, semplicemente per ringraziarlo. Anche perché mi sembrava incredibile aver trovato una persona della mia stessa città, con un background simile al mio, che lavorava nell’underground e più o meno la stessa passione per la musica tradizionale. Io suonavo con un gruppo, gli è piaciuta la mia voce, mi ha invitata alla tappa del tour, ci siamo conosciuti e da lì è nata l’idea di unire le forze”.

Da lì è iniziato un viaggio fatto di concerti importanti (alla Biennale di Venezia, al locale di Manuel Agnelli a Milano e in giro per tutti i maggiori eventi indipendenti italiani), che il Covid ha rallentato ma non fermato.

“Live @ Uzina” è il primo EP datato 2022, le cui tracce come quasi tutta la loro produzione (escluso “Zjerm” e poco altro) sono rielaborazioni in chiave elettronica della musica popolare di Scutari, loro città d’origine ma un nuovo lavoro di 8 tracce è pronto ad uscire durante l’Eurovision. E intanto, mentre “Zjerm” ha raggiunto la vetta della classifica albanese, regalando loro la prima numero 1 in carriera, si stanno preparando a salire sul palco dell’Eurovision partecipando a tutti gli eventi preliminari in giro per l’Europa (Salonicco, Oslo, Amsterdam, Manchester, Londra e Madrid).

Il 13 Maggio prossimi andranno a caccia della finale: canteranno per dodicesimi, giusto dopo Gabry Ponte, in una serata in cui fuori gara perchè già ammesso di diritto in finale si esibirà anche Lucio Corsi. Sarà la seconda artista con radici in Umbria in concorso, 39 anni dopo  Daniela Simmons, che in realtà di cognome faceva Borruso, nata a Perugia, seconda all’Eurovision 1986 in quota Svizzera col brano “Pas pour moi”

Magione è pronta a fare il tifo: “Ogni tanto ci sentiamo ancora – dice Tarquini – e siamo orgogliosissimi che un pezzo della nostra scuola e di Magione possa far parte di un evento così importante, tiferemo per lei”. Gli fa eco Massimo Lagetti, sindaco di Magione. “Al Doremilla ha tenuto dei corsi anche Paolo Benvegnù e lei si è formata in quella stessa scuola, quindi questo è motivo di orgoglio – dice il primo cittadino – La scuola è una eccellenza della città e sapere che qualcuno che l’ha frequentata ed ha vissuto qui ora spicca il volo in Europa ci rende molto felici”.

Beatriçe Gjergij e Kole Laça, dal canto loro,  sono pronti: “Soprattutto speriamo di onorare le persone che ci hanno scelto, è questo quello che ci interessa. Non avevamo messo in conto di andare all’Eurovision, perché veniamo da canali diversi, però è successa questa cosa bellissima ed è un onore se pensiamo che c’è gente che magari ci prova da anni e non c’è ancora riuscito. Sicuramente ci divertiremo: l’obiettivo è quello, godercelo tutto al meglio”

 

 

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