Negli ultimi anni, gli attacchi informatici hanno registrato una crescita senza precedenti. Il rapporto Clusit 2025 evidenzia come nel 2024 gli incidenti cyber siano aumentati del 27,4% a livello mondiale, mentre in Italia l’incremento è stato del 15,2%. Il nostro Paese rappresenta circa il 10% degli attacchi globali, ma con una percentuale inferiore di episodi ad impatto critico rispetto alla media internazionale.
Le cause di questa escalation includono l’uso dell’intelligenza artificiale per fini criminali, il miglioramento delle tecnologie di attacco e una crescente capacità di rilevare le minacce. La cybersicurezza è ormai un tema cruciale non solo per le istituzioni, ma anche per imprese e cittadini.
Se ne è discusso ieri a Perugia nel convegno “Governare la cybersicurezza: prevenire, resistere, contrastare”, organizzato dalla Procura Generale e dalla Procura della Repubblica di Perugia, in collaborazione con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.
L’urgenza di un’azione coordinata
Ad aprire i lavori è stato il Procuratore Generale Sergio Sottani, che ha sottolineato la necessità di un impegno collettivo: “Nessuno è al sicuro e tutti siamo chiamati ad agire con urgenza e determinazione”. Ha ricordato gli attacchi a siti istituzionali e l’adozione di misure preventive per ridurre il rischio di furti di dati sensibili e informazioni riservate.
Il Procuratore della Repubblica di Perugia, Raffaele Cantone, ha messo in luce la nuova frontiera della criminalità: “Il cyberspazio è un territorio virtuale dove le attività illecite si fondono con tecnologie avanzate, attirando gruppi criminali organizzati e creando sfide senza precedenti per la sicurezza globale”.
Gli attacchi cyber e la risposta istituzionale
Anche la Vicedirettrice Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Nunzia Ciardi, ha evidenziato la gravità della situazione: “La cybersicurezza non è solo un problema tecnico, ma una responsabilità sociale condivisa. Rafforzare la cyber-resilienza significa proteggere le infrastrutture essenziali e garantire continuità operativa”.
Ciardi ha inoltre spiegato il peso degli attacchi DDoS di natura geopolitica, che provocano interruzioni temporanee dei servizi. Ha poi sottolineato l’importanza della legge n. 90/2024, che ha introdotto misure più severe contro i crimini informatici: “Questa normativa tutela i servizi essenziali e rafforza la collaborazione tra Autorità Giudiziaria e Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale”.
Il Sostituto Procuratore della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Eugenio Albamonte, ha aggiunto che “gli attacchi informatici sono una vera emergenza criminale”, con autori spesso localizzati all’estero. Ha sottolineato come, oltre al potenziamento delle sanzioni, siano necessari investimenti tecnologici adeguati per contrastare le minacce sempre più sofisticate, anche attraverso l’uso illecito dell’intelligenza artificiale.
Una strategia nazionale per la sicurezza digitale
Durante l’incontro, accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Perugia e patrocinato dalla Scuola Superiore della Magistratura, si è discusso del ruolo cruciale della cooperazione tra istituzioni, magistratura e forze dell’ordine. La sfida cyber, infatti, richiede un approccio multidisciplinare e una strategia di lungo termine, capace di bilanciare prevenzione, resilienza e capacità di reazione immediata.