Diritto all’assistenza: in Umbria nasce il “Progetto di vita”, Barcaioli incontra Laura Santi

In Umbria nasce il "Progetto di vita", un modello innovativo di assistenza per persone con disabilità, garantendo supporto stabile e integrato.

Garantire un’assistenza adeguata e continuativa alle persone con disabilità è una sfida cruciale per le istituzioni. In Umbria, la Regione ha avviato un’iniziativa pionieristica con il “Progetto di vita”, un modello di assistenza personalizzato per rispondere alle esigenze specifiche di ciascun individuo. Il caso di Laura Santi, giornalista affetta da sclerosi multipla avanzata, ha evidenziato le criticità del sistema attuale, portando alla necessità di soluzioni strutturali.

L’assessore al welfare della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, ha visitato la casa di Santi per comprendere da vicino le difficoltà quotidiane che affronta. La precarietà nell’accesso all’assistenza specializzata ha reso sempre più complessa la sua vita e quella del marito, caregiver principale. Ogni nuovo colloquio per selezionare un assistente diventa un processo stressante e faticoso, poiché spesso mancano figure adeguatamente formate.

Il “Progetto di vita”, sviluppato dalla Regione in collaborazione con Usl e servizi sociali e sanitari, punta a superare l’approccio frammentato e discontinuo dell’attuale sistema di assistenza. Questo strumento di pianificazione individua e coordina interventi sanitari, socio-sanitari e assistenziali in modo integrato, per garantire un supporto continuativo e su misura.

Santi ha espresso la sua necessità di un’assistenza stabile e qualificata, sottolineando l’impatto negativo della precarietà sul suo stato di salute. “Non posso permettermi di aspettare mesi per un’assistenza adeguata, mentre la mia condizione peggiora”, ha dichiarato.

L’assessore Barcaioli ha ribadito l’impegno della Regione nel trasformare questa iniziativa in un modello operativo concreto, in grado di restituire dignità e sicurezza alle persone con disabilità. L’obiettivo è evitare che chi si trova in situazioni di estrema vulnerabilità venga lasciato solo, garantendo soluzioni durature e strutturali.

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